E’l Meandro che i cigni nutrì.
Odo un suono di magica lira
Lungo il lido sull’ umida sera...
Chi è colui che sì fiero s’aggira
E disdegna la luce del di?
Egli é Cato[21], lui solo non doma
Chi la terra fè muta á suoi cenni;
Egli é Cato, l’infamia di Roma
Sul suo capo giammai non pesò.
Como geme alva pomba ferida,