a. 1276

L'anno 1276, indizione 4ª, ai 10 di Gennaio, festa di S. Paolo, primo eremita, Papa Gregorio X morì ad Arezzo, città della Toscana. Questo Papa fu molto zelante delle cose divine, e molto aveva in animo di fare; ma la morte prematura gli tolse di mandare a compimento i suoi progetti. Egli depose un Vescovo, che aveva domandato licenza di non intervenire al Concilio, perchè sospettò che volesse rimanere a casa per avarizia, cioè per risparmiare le spese...... Così pure biasimò e vituperò frate Pietro dei Fulconi di Reggio, e lo allontanò da sè, mentre prima dimorava seco a Corte, perchè accumulava tesori. Tolse il cappello rosso al Cardinale Riccardo, perchè parve che avesse conferita una prebenda con simonia. E, fin prima che fosse Papa, furono composti alcuni versi, ch'egli poi credeva che alludessero a sè, e che per sè fossero stati profeticamente scritti, ne' quali è detto:

Sanctus parebit, et Christi scita tenebit.

Angelicae vitae; vobis pavor, o Giezitae[23].

D'angelico costume un santo austero

Verrà del Cristo a custodire il Vero.

Vi corra un gelo al cor, tremate, audaci

Di Simon mago miseri seguaci.

Ma riportiamo per ordine tutti i versi, giacchè questo Papa li riferiva a sè stesso. Questi sono alcuni versi, che furono destinati ad alcuni Cardinali, e anche ad un certo Capitolo provinciale dei frati Predicatori, parecchi mesi prima che Papa Gregorio X fosse eletto, come un sacerdote del detto Ordine, frate degno di fede, disse a me, e mi diede i versi. Ed io, quasi tre mesi prima della elezione di Gregorio X, vidi que' versi nel loro testo originale:

Quarto Clementi, dum tertius annus agetur

Papa sacer genti justorum substituetur,

Ac domo Christi succedet sanctior isti,

Patris de coelis servus bonus, atque fidelis.

Huic salvandarum zelus vehemens animarum

Et quod honoretur Deus a cunctis et ametur.

Currus et auriga Christi populis erit iste;

Nam sua non quaeret, sed quae tua sunt,

bone Christe.

Gazas terrenas spernet, discrimine plenas,

Conformis Christo, mundo dum vivet in isto.

Hunc Deus ornabit, et mire clarificabit,

Sanctificabit, magnificabit, glorificabit,

Mundum pacabit, et Ierusalem renovabit.

Fructus terra dabit, Deus orbem laetificabit

Sed prius horribile quiddam parebit in yle

(Idest): in mundo.

Clementi alius sacer succedet et almus,

Cui procuratrix Theotocon ejus amatrix,

Et defensatrix, semperque benigna educatrix.

En circa mille bis centum septuaginta

Tetraque: tunc ille velut annorum quadraginta,

Sanctus parebit, et Christi scita tenebit,

Angelicae vitae; vobis pavor, o Giezitae.

Christe, tuum pulcrum tunc nobis, sancte, sepulcrum

Reddes subiectis, Agarenis inde reiectis.

Nunc male captivi, tunc convertentur Achivi.

Cardinibus multam, pones, altissime, mulctam.

Tres Deus orantes, quam saepius et vigilantes,

Quod sic praestetur, clare docuisse videtur.

Dopo Clemente volgerà 'l terz'anno,

E di Clemente quarto avrà lo scanno

Pastor novel di sacro spiro ardente,

Voto e desio della cristiana gente.

Alma che vien dal ciel d'amore accesa,

Niun più santo di lui vedrà la Chiesa.

Dell'uom la perfezion, di Dio la gloria

Saran sua cura sol, virtude e storia.

Cocchio e cocchier del popolo di Cristo,

Brama al regno di Lui sol fare acquisto.

L'oro disprezza, che a virtù fa guerra;

Tesoreggia pel ciel sopra la terra.

In lui magnificenza, in lui splendore

Iddio raduna, e ne fa santo il cuore.

Per lui fia pura dell'altar la face;

Lieto il mondo per lui composto in pace.

Colmo di frutti avrà la terra il seno,

Colmo di gioie il cor, lieto, sereno.

Ma prima il sol vedrà prodigio strano

Che di Clemente il successor sovrano.

Cui la Madre di Dio, Vergine pura,

Guida darà, difesa, amore e cura.

Ecco il dugensettantaquattro arriva

Aggiunto al mille; e sapïenza viva

D'angelico costume, un santo austero

Verrà del Cristo a custodire il Vero.

Vi corra un gelo al cor, tremate, audaci

Di Simon mago miseri seguaci.

Il gran Sepolcro a liberar di Cristo

Ei viene, e vola al glorïoso acquisto.

E, lo schiavo d'error e di sofisma

Acheo converso, sparirà lo scisma.

Guizzanti strideran le tue saette

Sui Porporati, altissime vendette.

Par che squarciasse del futuro il velo

A preghi e veglie di tre santi il cielo.

E questa scrittura noi la vediamo letteralmente verificata. A Papa Clemente IV succedette Gregorio X; e fu buon uomo, giusto, retto e timorato di Dio; e prima che a Clemente succedesse un altro Papa apparve al mondo un'orribile cosa; e fu che i cristiani, per discordia tra' Cardinali, stettero senza Papa tre anni, nove mesi e ventun giorni; e perciò restavano stupefatti di tanto lunga vacanza della Sede Apostolica. Laonde Gregorio X appena fatto Papa, fissò norme opportune per l'elezione del Sommo Pontefice. Il detto poi ne' versi:

En circa mille biscentum septuaginta

Tetraque, tunc ille velut annorum quadraginta

è chiaro e facilissimo a intendersi, perchè si verificò alla lettera. Nel 1274 celebrò un Concilio generale a Lione, in cui si mostrò veramente santo, perchè stabilì ottime regole da osservarsi; e credeva fermamente di attenersi agli insegnamenti di Cristo, se fosse vissuto; ma per la malizia altrui, fu dalla morte tolto di mezzo, come Giosia Re di Giuda, quando appunto era più necessario....... Quel che segue poi negli altri versi

Angelicae vitae; pavor vobis, o Giezitae

s'è già detto come perseguitò vivamente i simoniaci. Quel che vien dopo:

Christe, tuum pulcrum, tunc nobis, sancte, sepulcrum

Reddes subiectis, Agarenis inde reiectis.

si può spiegare adempiuto in questo modo: Egli visitò una volta personalmente Terra Santa, e s'era proposto di visitarla di nuovo per redimere il Santo Sepolcro. Ma contro la volontà di Dio nulla si può. Ond'è che il Signore disse Luca 21.º: E Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finchè i tempi dei Gentili siano compiuti. Ond'è che è detto, Apocalisse 11.º: Ed essi calcheranno la Città Santa lo spazio di quarantadue mesi. L'Abbate Gioachimo intese questo numero così: quarantadue mesi sono le quarantadue generazioni, che pone Mattia, chè tali si dichiararono nel nuovo testamento, perchè secondo S. Luca III: E Gesù Cristo cominciava ad esser come di trent'anni, quando fu batezzato da Giovanni. Poni dunque quarantadue generazioni da Cristo sino ai giorni nostri, assegnando trent'anni a ciascuna generazione, e si completeranno in 1260 anni, (tempo in cui cominciò la divozione dei flagellanti). Il qual numero è designato in più luoghi, come nell'apocalisse 11.º: Ed io darò a' miei due testimonii di profetizzare: e profetizzeranno 1260 giorni, vestiti di sacchi. E più innanzi Apocalisse 12.º: E la donna fuggì nel deserto, dove ha luogo apparecchiato da Dio, acciocchè sia quivi nudrita 1260 giorni. E tanto qui che più su, pel giorno si intende l'anno....... Quindi non appare essere volere di Dio, che il Sepolcro di Cristo, una volta glorioso, sia ora liberato. Ma se fosse dipeso dalla volontà di Gregorio X sarebbe stato liberato, se la morte non gli avesse tronca l'impresa in mano, stantechè a questo fine andò oltremare, rinnovò l'Impero, celebrò il Concilio...... Io credo in vero (non so se m'inganni) che per queste due cose che il Papa tentò di fare, Iddio lo togliesse di mezzo, non volendo che sorga più alcun Imperatore dopo Federico II, di cui è detto ancora: In lui sarà finito l'Impero, perchè sebbene sia per avere successori, dalla suprema Sede Romana non ne avranno il titolo. Non pare poi che sia volere di Dio che il Santo Sepolcro sia liberato, perchè molti che hanno voluto provarvisi, hanno provato invano. E perciò a questo riguardo la Chiesa può esclamare con Isaia 49.º: Io mi sono affaticato a vuoto: invano, ed indarno ho consumato la mia forza; ma pur certo la mia ragione è appo il Signore, e l'opera mia appo l'Iddio mio. Quanto segue poi in quei versi.

Nunc male captivi, tunc convertentur Achivi.

cioè i Greci; così si può spiegare. I Greci intervennero al Concilio di Lione celebrato da Gregorio X e promisero di ritornare all'unità della Chiesa romana....... Riguardo poi alla conversione de' Greci e de' Giudei ecc, leggi nel libro dell'Abbate Gioachimo, chè la sua esposizione è bellissima, piacevole, e piena di verità......

L'anno del Signore 1276, indizione 4.ª, ai 21 di Gennaio festa di S Agnese, fu eletto Papa frate Pietro dell'Ordine dei Predicatori, Borgognone, della città di Tarantasia, il quale essendo Arcivescovo di Lione, fu fatto Cardinale da Papa Gregorio X, che fregiò del cappello stesso anche frate Bonaventura Ministro Generale dell'Ordine de' Minori, maestro Pietro Spagnuolo, e due altri. Del collegio de' Cardinali dunque era stato il primo, e fu chiamato Innocenzo V, che morì l'anno stesso, in cui fu fatto Papa, cioè ai 22 di Giugno. E l'anno stesso, un martedì, sul finir di Giugno, vigilia di S. Giovanni Battista, si rovesciò un diluvio strabocchevole d'acque; tantochè il Crostolo gonfiò in modo che, da Rivalta[24] sino a Bagnolo[25], tutto il territorio era allagato, e molte persone perirono annegate; e le biade furono travolte da luogo a luogo, e ruinarono i ponti dei torrenti, le case furono rese crollanti, o atterrate dall'inondazione, le biade sommerse, le ghiaie che erano sulle strade trasportate su' campi o ne' fossati, sicchè diluvio tale non fu mai più veduto, nè i vecchi ricordavano che mai l'eguale in antico fosse avvenuto. E il Crostolo gonfiò e si espanse talmente presso il borgo di S. Stefano e d'Ognissanti fuori porta, che la corrente delle acque invase la strada d'Ognissanti in Reggio, e dell'acqua che veniva dal Crostolo ne furon piene le case dell'una parte e dell'altra del borgo predetto, e tutta la strada era coperta di detta acqua, sicchè una barca poteva navigarvi. Anche tutto l'Ospedale di Santa Caterina ne era pieno e l'Ospedale di S. Geminiano parimente, e la strada pareva un canale naviglio; e il detto Ospedale di S. Geminiano ne riportò gravi danni in biade ed altre cose, asportate dall'inondazione. Anche la strada della Modolena[26] pareva un canale naviglio; e le acque della Modolena[27] si congiunsero con quelle del Crostolo; e que' torrenti scorrevano per case e per campi, che pareva un mare. Anche molto bestiame annegò, cioè tutte le pecore dell'Ospedale di S. Pietro in Vincoli di Modolena, e molti altri animali. Nè udita fu mai nè veduta altrettale inondazione, nè i vecchi ne avevano memoria. E tanto diluvio si scatenò per tutto il mondo, e le pioggie durarono tutta la state e l'autunno, sicchè non si potè seminare; e nella Villa di Crostolo[28], presso Masenzatico, le case s'empirono d'acqua del fiume; e la pioggia persistette quattordici mesi. Lo stesso anno morì Papa Innocenzo V, ai 22 di Giugno, e fu eletto, agli 11 di Luglio, Ottobono Fieschi, nipote di Papa Innocenzo IV, e si chiamò Adriano V, che morì il mese dopo, ai 17 d'Agosto, e fu sepolto nella chiesa de' frati Minori a Viterbo; e, nel successivo 17 Settembre, fu eletto Papa maestro Pietro Spagnuolo, che assunse il nome di Giovanni XXI, e restò in sede otto mesi e un giorno. E nello stesso anno si ebbero pioggie dirotte e diluvii, sicchè i campagnoli non poterono seminare; cosa non mai più udita dai vecchi.