SCENA II. Regina e il Pastore Manders.
(Il Pastore Manders entra dalla serra in mantello; ha in mano un ombrello, e a tracolla una borsetta da viaggio).
Il Past. Buon giorno, signorina Engstrand.
Regina (voltandosi con un’aria di lieta sorpresa). Oh!... Buon giorno, signor Pastore. Il battello è già arrivato?
Il Past. Or ora. (risale la scena) Com’è noiosa questa pioggia che continua da tanti giorni!
Regina (camminando dietro a lui). Per la gente di campagna, è un tempo benedetto, signor Pastore.
Il Past. Avete ragione. Noi non ci pensiamo, noi altri cittadini. (leva lentamente il soprabito)
Regina. Permettete che v’aiuti? Là! Dio mio! Come è bagnato! Aspettate, lo appenderò in anticamera. L’ombrello poi lo aprirò per farlo asciugare. (Esce con questi oggetti dalla porta di destra. Il Pastore si toglie la borsa da viaggio e la depone sur una sedia presso il cappello. Mentr’è occupato Regina rientra).
Il Past. Com’è piacevole il trovarsi al coperto! Vediamo! Qui va tutto bene?
Regina. Sì, grazie.
Il Past. Ma dovete avere un gran daffare in casa, ritengo, per la solennità di domani.
Regina. Eh! Sicuro! Il lavoro non manca.
Il Past. La signora Alving c’è, spero....
Regina. C’è, ma si trova di sopra, occupata a preparare il cioccolatte pel signorino.
Il Past. Ah, sicuro! Allo sbarco mi fu detto che Osvaldo era ritornato.
Regina. Arrivò l’altr’ieri, mentre non lo si aspettava che oggi.
Il Past. È fresco e sano, spero....
Regina. Grazie, sta bene. Però il viaggio l’ha stancato assai. È venuto da Parigi tutto d’un fiato; intendo dire che venne sempre nel medesimo treno. Ora credo che stia riposando. Forse faremmo meglio a parlare un po’ a bassa voce.
Il Past. Zitti! Non facciamo rumore.
Regina. Intanto, accomodatevi, signor Pastore. (egli siede; essa gli spinge uno sgabello sotto i piedi) Là, va bene così, signor Pastore?
Past. Grazie, grazie, sto benissimo. (guardandola) Sapete, signorina Engstrand, che mi sembrate molto cresciuta, dacchè vi vidi l’ultima volta....
Regina. Il signor Pastore trova? Anche la signora dice che mi sono sviluppata.
Past. Sviluppata? Hum! Mi pare di sì.
(Un istante di silenzio.)
Regina. Forse desiderate che avverta la signora?
Past. Grazie, non c’è fretta, figlia mia. Ma ditemi un po’, Regina, in che rapporti siete ora con vostro padre?
Regina. Grazie, signor Pastore, così, così, non troppo male.
Past. Egli fu da me l’ultima volta che venne in città.
Regina. Davvero? Egli è sempre così felice, quando può parlare al signor Pastore.
Past. E voi scendete talora durante il giorno per vederlo?
Regina. Io? Sicuro, vado a vederlo appena ho un momento libero.
Past. Vostro padre, signorina Engstrand, non è una natura forte. Egli ha bisogno d’una mano che lo guidi.
Regina. È probabile.
Past. Egli ha bisogno di qualcuno presso di sè da poter amare, e sul cui giudizio affidarsi. Me lo confessò con sincera fiducia l’ultima volta che venne a trovarmi.
Regina. Ne tenne parola anche a me. Ma io non so se la signora Alving mi lascierebbe partire, specialmente ora che dobbiamo dirigere il nuovo asilo. E anch’io non saprei decidermi a lasciare la signora Alving che fu sempre così buona con me.
Il Past. Ma il dovere di figlia, mia cara.... Beninteso che prima bisognerebbe ottenere il consenso della vostra padrona.
Regina. Inoltre non so se sia conveniente, alla mia età, il governare la casa di un uomo solo.
Il Past. Ma che dite!... signorina mia cara, poichè si tratta di vostro padre....
Regina. Può essere, però.... Ah! se avessi in vista qualche buona casa, e presso qualche signore veramente dabbene....
Il Past. Ma, mia cara Regina....
Regina. Un uomo che m’ispirasse del rispetto, che io sentissi superiore a me, e che mi tenesse, per così dire, come una figlia....
Il Past. Sì, ma mia cara fanciulla....
Regina. Ah! Se avessi questa prospettiva, non rifiuterei d’andarmene in città. Qui mi sento così isolata.... e il signor Pastore capisce benissimo che cosa voglia dire il sentirsi soli al mondo. D’altra parte, oso dire che sono attiva e che il lavoro non mi spaventa. Il signor Pastore non conoscerebbe un posto di simil genere?
Il Past. Io? No davvero, non ne conosco.
Regina. Ma mio caro, mio buon Pastore, pensate a me, se vi capitasse....
Il Past. (alzandosi). Certamente non mancherò signorina Engstrand.
Regina. Sì, perchè se io....
Il Past. Vorreste avere la bontà di avvertire la signora?
Regina. Essa non tarderà molto a venire, signor Pastore. (esce da sinistra).
Il Past. (Misura a gran passi la stanza, poi giunge sin al fondo della scena e guarda dal lato del mare, colle mani dietro la schiena. Poi ritorna presso al tavolo, prende un libro, ne esamina il titolo. Movimento di stupore. Ne guarda altri) Ah! Ah! (La signora Alving entra dalla porta di sinistra, seguita da Regina, che se ne va tosto dalla prima porta di destra).