VI.
PRESENTIMENTO
La candida fanciulla ha sedici anni
E non provò nè duolo ancor, nè gioia;
Ignora i gaudi tristi e i dolci affanni
E il disperar per fieri disinganni,
Quando sembra che il cor nel petto muoia.
Sciolti e cadenti i suoi capelli biondi
Sul roseo volto dai grandi occhi puri,
Allor che, o sole, i vasti campi inondi,
Ella si siede sotto l'alte frondi
Nei recessi al meriggio ancora oscuri.
Sulla sua via ell'ha ben lievi impronte,
Il suo passato ancora non le pesa,
Niun periglio ella scorge all'orizzonte,
Le tempeste ella ignora, i mali e l'onte,
E non sa nè il rimpianto nè l'attesa.
La terra è allegra sotto al firmamento,
È puro il giorno come il suo bel viso,
Par che tutto il creato sia contento,
Cantan gli augelli mentre tace il vento,
La terra rende al cielo il suo sorriso.
Fiutano i bovi l'aura profumata,
Ronzan tra i rami mille alati insetti;
La pianura serena, illuminata,
Vive una vita intensa e più beata,
Fremono già i misterïosi affetti.
E allora in mezzo a quella pace lieta;
Sotto la vasta celestiale vôlta,
Lei che improvviso ignota speme asseta,
In tra la gioia cósmica e segreta
Si sente triste per la prima volta.