VII.

NEL PARCO

Nel mistero del crepuscolo
S'addormìa la villa e il parco.
Io sognavo ai tempi rosei,
E la speme moribonda
Cui ravviva la profonda
Solitudine degli alberi
Al mio cor trovava un varco.

S'era spento allor l'incendio
Del tramonto all'orizzonte
Nelle tinte d'oro e porpora,
Celestiale ed uniforme
Luce blanda sulle forme
Si spandeva e nello spazio
Cancellando l'altre impronte.

Cancellando ogni vestigio
Doloroso delle lotte
Che la vita sempre genera,
Sul color troppo vivace
Distendendo la sua pace,
E annunciandone già prossima
L'aura sacra della notte.

Si sentìa l'epitalamio
Ineffabil della sera,
V'eran soffii e note languide
Che turbavano la mente,
E facevan che le spente
Rose antiche rifiorissero
In ogni anima più nera.