XXXII.

PAESAGGIO

Tutto riposa al raggio della luna,
Ma il viale è nell'ombra a noi davanti.
S'ergono all'aura in lunga fila bruna
I profili degli alberi giganti.

Biancheggia in fondo tacita la villa
Tutta chiusa, deserta o addormentata.
Non si scorge laggiù lume o scintilla,
Ma la vôlta del ciel tutta è stellata.

Un poema infinito ed amoroso
Le foglie vi susurrano giulive…
Il parco nella notte appar festoso
E le statue intraviste quasi vive.

Dormono i nidi ed i fragili fiori
Posan col capo languido che pende,
Si confondon le forme ed i colori…
—E l'ombroso vial qualcuno attende.—