SCENA II.

Alessandro e Pertusani.

Alessandro

Pertusani mio bello, un bicchierino ancora.

Pertusani

No, no!

Alessandro

L'ultimo, via! Ah! sangue d'un turco! Quando ti ò visto entrare qui, tre giorni sono, non volevo credere ai miei occhi.

Pertusani

Il caso ci à riuniti, come ci aveva fatto conoscere, trent'anni fa, laggiù.

Alessandro

Come il tempo passa! Quanti anni ài?

Pertusani

Cinquanta.

Alessandro

Ed io.... in un orecchio: quasi cinquantadue.

Pertusani

E all'aspetto sei più giovane di me.

Alessandro

Sì, coi capelli bianchi.

Pertusani

Che importa? Ma la faccia non à una ruga! E arzillo, e allegro!

Alessandro

Allegro, sì. Un po' per natura, un po' per forza. Ma quando rientro in casa, e mi ci trovo solo, o con lei, invecchio, invecchio, ed è una vita triste, ti giuro.

Pertusani

Sempre.... come il giorno che ti ò lasciato?

Alessandro

Sempre? E me lo domandi?!

Pertusani

Vent'anni che espìa.

Alessandro

Fossero cento, mille, basterebbero?

Pertusani

Testè mi si è avvicinata.... Ebbe un impeto di commozione, gli occhi le si riempirono di lagrime....

Alessandro

Ella sta là: (accenna a destra: poi a sinistra) io là.... ci si vede a pranzo. E il ritratto di Eva, qui (lo addita) ben grande, bene in vista, a rammentarmi, ora che la figliola non è più in casa, il giuramento che ò fatto sulla sua testina bionda, venti anni fa. Povera figliola, che adora sua madre, e mi adora, e mi crede felice, e crede di non dovermi altro all'infuori di ciò che tutti i figli debbono al padre: nulla! Ma il gran sacrificio non lo sa, non lo saprà mai.

Pertusani

Che fibra, che tempra tu ài. È meraviglioso!

Alessandro

Che vuoi? Ò lavorato, ò lavorato molto, mi sono stordito nel lavoro. In casa, finchè Eva fu qui, ci stavo dall'ora del pranzo all'ora in cui essa si coricava. Poi uscivo. Qui, faccia a faccia con lei, no! Fuori! E come non si può lavorare anche di sera, mi stordivo in altro modo. E la natura mia mi ajutava. Giovanotto, quando partii da qui mi ero già fatta una fama di pazzarellone, di caposcarico. Tornato, mi abbrancarono subito. Cosa sapeva la gente di ciò che mi era accaduto, in dieci anni di assenza? Cosa sapeva la gente di quello che mi rodeva l'anima, dentro? Io ero, dovevo essere.... Alleluja, come mi chiamavano laggiù. E mi lasciai abbrancare, e accettai di esserlo. Figurati! mi serviva, mi facilitava il compito che mi ero assunto! E fui, per venti anni, e sono ancora il deus ex machina di tutte le feste, di tutte le buffonate. Ah! ma ti giuro, dei momenti mi saliva il sangue alla gola, e mi sentivo una voglia di piangere, e un bisogno acuto, irresistibile di gridare alla folla: “ma no, ma no, è una maschera, la mia; non ò voglia di ridere, non ò il diritto di ridere!„ Ma allora mi vedevo Eva dinanzi, e pareva mi dicesse: “no, il diritto che non ài è quello di confessare la verità o anche soltanto di lasciarla sospettare: perchè faresti di me una disgraziata, una figliola senza la mamma!....„ E così sono arrivato ai capelli bianchi, Alleluja, sempre! Perchè anche quando cercai di ritrarmi, di raccogliermi, allegando l'età, gli affari, non lo potei. Ah! ah! è feroce il mondo, non rinuncia ai suoi diritti. Egli aveva il diritto ch'io lo facessi ridere, poichè ero nato con questa fortunata natura e con questa gaja missione di tener allegra la gente! Perchè come si nasce assassini, si nasce.... Alleluja! Ed io ero venuto al mondo per ridere e per far ridere. A far ridere ci sono riuscito, forse: a ridere, no! Dentro di me, dentro dell'anima, non ò fatto che piangere!

Pertusani

(commosso) Sei tanto più ammirabile! E ne fosti rimeritato. Ora ài delle gioje pure e sante nella vita. Il benessere materiale, la felicità di tua figlia....

Alessandro

Sì, finchè la dura!

Pertusani

Come?!

Alessandro

Che vuoi? Sono relativamente contento. Il presente è buono, tutto mi sorride. Quanto al passato, il tempo è un gran calmante se non è rimedio assoluto. Pure.... non sono tranquillo....

Pertusani

Ma perchè?

Alessandro

Eh! Non mi attendo che disgrazie. Mi pare, ò paura, che non la debba essere finita ancora. Questa contraddizione strana, dolorosa, che è nel mio destino, e che ò dovuto subire sin qui, ò paura debba continuare sino alla morte. Ridere in faccia agli altri e per conto degli altri. Piangere dentro di me, e per conto mio.

Pertusani

Ma che idee!

Alessandro

Oggi, oggi, più che mai, lo temo. Ài visto? ò dovuto festeggiare le mie.... nozze d'argento. Quel buon Rocco, ài udito, credette di procurarmi una gioja. Ne parlò in segreto agli operai; mi prepararono una pergamena. Stamane odo la musica sotto le finestre, e gli evviva, e gli auguri. Mi affaccio; Cos'è? cos'è stato? Ma venticinque anni fa, in questo giorno, sposavate vostra moglie! Allegro, Alleluja!.... Ah! ah! venticinque anni fa, fossi morto, in questo giorno. Ma... non potevo dire... E ricevetti gli operai, e gli auguri, e la pergamena.... (additando un rotolo) È là.... E dovetti invitare gli amici più intimi che venivano a congratularsi, e accogliere i brindisi, e brindare io stesso.... e baciare, in faccia a tutti, la.... madre di mia figlia. Vedi! tutto questo mi è parsa una voce del destino, come un avvertimento lugubre: Bada, non dimenticare, non abbandonarti troppo nel benessere dell'oggi. Non è finita! non metterti a ridere per davvero, a cuore aperto. La tua missione è di piangere mentre ridi. Alleluja per gli altri, sempre, ma per te no!

Pertusani

Ma che idee, che idee!

Alessandro

Cambiamo discorso.

Pertusani

Veramente, l'unico discorso sarebbe dirti buona notte. Ma mi spiace di lasciarti triste, con queste idee per la testa.

Alessandro

Che! che! mi sono abbandonato con te: si capisce: tutti i ricordi che la tua presenza mi suscitava.... Ma è passata! Ormai ci ò fatto il callo! E, per fortuna, la mia natura mi assiste. Quando sono in mezzo alle feste e alle pagliacciate, mi ci dimentico. Guai se non fosse così! Non avrei resistito. Suvvia, l'ultimo bicchierino.

Pertusani

Sei matto? Voglio tornare a casa colle mie gambe. Sarebbe bella, un magistrato che prima d'andare in funzione fosse veduto attorno in cimbalis.

Alessandro

Eh! al martedì grasso! Via, via! l'ultimissimo. Alla nostra salute.

Pertusani

All'avvenire che distrugga completamente il passato.

Alessandro

E sia! Me lo merito?

Pertusani

Oh! te lo meriti tanto, mio buono!