CAMILLA CAP. STANGA A M. LEONELLA MUSCOLA.
Tutto'l mondo loda & ammira la virtu vostra nel cucire, & nel ricamare, & pensasi che sia si cosa impossibile lo potervi in tal arte superare, come impossibil stimossi già toglier le saette di mano a Giove, la mazza di mano ad Hercole, & il versificar dall'ingegno di Homero: hor per questo, tanto vi desidero io haver presso di me, che di piu non si puo cosa veruna desiderare offerendomi trattarvi da sorella: trovare in casa nostra una famiglia ben accostumata: vi parerà che non habbiamo d'haver invidia ne a Socrate del servo Phedone, ne à Theophrasto del suo Pompilio, ne ad Ulisse, perche havesse Melanthio per suo servidore, ne finalmente ad alcuno, a cui fortuna habbi mai conceduto servo fedele, & amorevole. Troverete maritti & mogli, si ben d'accordo, quanto fusser mai, Artemisia & Mausolo, Ersilia & Romulo. Vedretici figliuoli obedienti & cari a lor padri quanto si fusser mai Cassandra, Andromeda & Hipsiphile: quivi parerà di vederci habitar le nove Muse con tutte tre le Gratie: & considerato che havrete la prudentia & profunda sapientia di mia cognata, crederete che in essa sia lo spirito delle dieci Sibille. Habitarete un palazzo (almeno di vista) non inferiore a qual si voglia famosa casa; direte che architteti ne furono Democrate, Philone & Meleagene: habbiamo un'horto che non cederebbe all'horto di Alcinoo, di Adonide, & di Mecenate. Si che risolvetevi: perche certo sono, che non ne rimarrete pentita. Di Soresina alli X. d'Agosto.