PAULA TRECCA A M. LIVIA PORTIA.
Con mio grandissimo piacere, ho inteso che tutta vi siete data alli studi delle buone lettere, & che tanto profitto fin'hora havete fatto, che niuno vi giudicherebbe inferiore a Lastemia Mantina overo ad Axiothea Phliasia; lequali spinte da istremo ardore d'imparare, vestironsi lungo tempo d'habito maschile, per udir philosophar il divino Platone. Sia lodato Iddio, che mostreremo pur noi donne a gli huomini d'haver tanta capacità di lettere, quanta essi habbino. Deh perche non viene a tutte le donne dell'età nostra la voglia di studiare che n'è hora venuta a voi, acciò non fussino si da loro suppeditate come siamo: perseverate (vi supplico) come havete incominciato perche si comprenda un giorno non esser le donne men atte all'honorate imprese de gli huomini. Di Cremona alli V. d'Agosto.