FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA HONORANDA.

Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai (non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse) anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo, di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse, vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo.