GENEVRA VILLA FUORA A M. PETRONIA VERERA.
Vostra Cia parlò alli di passati con esso meco lungamente di voi, & fra molte cose ch'ella mi disse, si fu che eravate tutta oppilata: habbiate (vi prego) miglior cura de fatti vostri di quel che havete havuto fin'hora & schivate di mangiar cibi generativi di ostruttioni, come sarebbe cacio, pesce & vini carchi di colore ispetialmente dolci, delli quali siete sovra modo vaga: non mi dispiacerebbe che quando vi levate la mattina per tempo & vi sentite d'haver ben digesto il cibo, vi faceste far pianamente le fregagioni. loderei anchora che voi faceste piu esercitio di quel che fate, non dico già che n'andiate alla caccia, ne in su la guerra come Diana & come Arpalice era solita di fare: ma vi dirò bene che non biasmerei giamai che alle volte anzi, che ogni giorno giuocaste alla palla: qui forse voi vi riderete di me essortandovi io ad uno essercitio usitato da gli huomini & non dalle donne: & io dimanderei volentieri a voi perche non si appartiene egli cosi alle donne come alli huomini essendo la palla inventione di Anagalli fanciulla di gran valore? nel quale giuoco tanta utilità consiste che non mi par punto maraviglia se Galeno ne scrisse si gentil trattatello come egli ne scrisse. l'è vero che alle volte piu mi piacerebbono quelli esercitij, nelli quali sono egualmente esercitati lo spirito col corpo, che sarebbe il passeggiare per le colline pian piano, ragionando dell'infinito valore c'hebber le donne antiche, et cosi formar l'animo alla imitatione di quelle: ne altro per hora vi dico. state lieta & amatemi. Di Napoli alli XXX. del presente.