SULPITIA BIRAGA ALLA S. ZENOBIA VISCONTE.
Hò presentito che vorreste pigliar marito & desiderareste haver il capitano Nicolò Franciotto: mi maraviglio del giudicio vostro che tal persona desiderate, non dico ch'egli non sia nella sua patria nobile, non niego ch'egli non sia nell'arme valoroso, & tanto amico d'honore quant'altro sia a servigi del Christianissimo Re: ma ben vi affermo che se lo togliete, non saprete il piu delle volte se voi siete pesce ò carne. quando pensarete d'haverlo presso di voi, eccoti che ito sarà in Constantinopoli ò che si apparecchiarà per gir alla corte: quando pensarete d'essergli fitta nel cuore, li sarete caduta dalla cintola. credendo poi ch'egli n'habbi a noia, vi terrà sopra del capo ne si vedrà satollo di vezzeggiarvi, si che a voi lascio considerare se questo è un cervello da sceglier per marito. non gli darebbono nel capo quanti arcieri ha l'Isola d'Inghilterra. misera voi se li capitate alle mani: io vi consiglierei piu tosto di gire alla Contessa di Guastalla & supplicarla ch'ella vi ricevesse nella sua santa compagnia et ivi esercitaste lo spirito nelle devote meditationi, & il corpo con le atroce discipline castigaste: vi parerà d'esser in paradiso, tanti angelici spiriti in questa devotissima casa ritrovarete. oh come sarebbe questa molto meglior elettione che di farvi moglie d'un soldato, pensate voi forse ch'altro sia il soldato che una vitima la quale d'hora in hora stia per sacrificarsi al Dio Marte? niuna conditione d'huomini è di natura piu iraconda et rapace del soldato, et voi cercate di porvegli nelle mani non vi confidate nella vostra bellezza per cioche egli non mirò mai ne mai fu d'altra bellezza contemplatore che di quella de lo spirito non vi confidate nella nobiltà del sangue Viscontesco, perche vi so io dire che sol quella la nobiltà è da lui stimata che ha per suo fondamento la virtù: ma di questo siami per hora detto a bastanza. io vi hò voluto dir il parer mio: perche cosi ricerca l'amore che v'ho lungamente portato, cosi ricerca la fede che in me dimostraste sempre d'havere: se'l mio consiglio non vi parrà buono, lasciatelo da canto, ma non vi sia molesto di comunicarlo prima con la Signora vostra Cia donna di pellegrino ingegno & di acuto giudicio dotata, & qui facendo fine alla vostra buona gratia di continuo mi offero, & di perfettissimo cuore mi raccomando. Da Milano alli XX. d'Aprile.