ISABELLA GONZAGA SIGNORA DI PUVINO A LUCIANA .N.
Hò inteso che vi siete molto sdegnata con esso meco, ne mi volete piu viva, per haver io detto, che vostra madre pazzamente facesse, comportando che tutto l'altro giorno & publicamente, & privatamente danzasi alla gagliarda; si che l'è vero che l'ho detto, & lo raffermo, & di novo lo biasimo. oh che bella honestà di Matrona pudica & savia tenuta: & forse che ella non sa quanto sia pericolosa cosa l'avicinar la paglia alle accese facelle; & chi non sa che molte ne vennero già caste & vergognose a balli che ritornarno poi sfacciate & piene di lascivia. & qual utilità potete voi sperare da quel toccar de mani, da quel lascivo dimenarsi, & dalo spesso scoprir alcuna parte del corpo che celata si stava? Niuno (disse colui, che scrisse contra Verre) danzò mai, che sobrio fusse. Non so veramente che ragion v'habbiate di si forte adirarvi, essendomi mossa sol dalla gelosia, qual sempre hebbi del donnesco honore. et che siamo noi da fare come l'habbiamo perduto? a che siamo noi buone? Quando il propheta David disse spirato da celeste virtù. IN CIRCUITU IMPII AMBULANT. volle per il parer d'un dotto Rabino ch'egli intendesse de balli: Mi potreste per aventura dire che già danzasse Scipione (quell'huomo si grave et di tanta auttorità:) danzasse David, danzasse Maria sorella di Mose, danzasse Delbora, & tante altre savie profetesse. al che rispondo, che tutte le volte che voi danzerete come quelli danzarono, non me ne turberò punto, ne ve ne saperò dir male. Danzava Scipione per eccitar il calor naturale, per consumare le reliquie del cibo indigesto & per esser piu leggiero & disciolto ne militari esercitij, donde ne dependeva la salute Romana: Danzò già David mosso da una santissima letitia causata dalla ricuperatione dell'Arca del patto: Danzarono le prefate Donne più di una fiata a suono di Cembalo spinte da un devotissimo fervore, et da un'amoroso zelo verso d'Iddio: danzasi hora a cotesto modo? usasi nel mover la vita quella gravità che si usava alhora? ben pare a gesti, ben si conosce à sguardi, se con si pura & con si semplice intentione hoggidi si danza. Io non dirò per hora altro di quel c'ho detto, so che havete ingegno (se lo volete adoperare) & che fra voi stessa quando sarà acchetata quella grand'ira ch'hora vi tiene il lume abbarbagliato, direte c'ho ragione da vendere, & che voi a gran torto vi siete meco turbata. Da Luzzara alli. VII. di Febraio.