ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA.

Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno distillare acque da mastro Christophoro: io hò parimente riso della simplicità vostra et del vostro consorte che non sappiate quanta virtù spesso ci si trovi: ecco che io vi mando per la mancia di questo Natale, la piu miracolosa acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia stata fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, rende la vista chiara, & ci conserva in perpetova & eterna gioventu, & accioche non ve ne manchi mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta. Pigliate limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, oro, schiuma d'argento & schiuma d'oro & di storace. Porrete dette cose per il primo giorno nell'urina d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino bianco caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto giorno nel bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte di femina che allati un fanciullo: il sesto giorno nel vin rosso: il settimo in sette albumi d'uova, & tutto poi pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco, & quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo d'ariento, & quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, imparate a credere a chi sa & per età & per isperienza piu di voi, & far riverentia a fornelli, & a lambicchi, & a mastro Christophoro per il cui mezo si veggono apertamente i gran segreti della piu segreta parte di Philosophia. state sana. & raccomandatime alla S. Isabella & alla S. Hippolita vostre cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & di Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi alle lettere. Da Pesaro, in casa Giordani alli X. d'Agosto. Vostra madre vi saluta & tosto sarà di ritorno con esso meco, se a Dio piace.