SUOR LUCRETIA MALASPINA A M. LELIA CIURLANA.
Io vi vorrei consolare (se pur tanto potessi) del dolore, che vi odo prendere, dell'esser voi sterile, ma temo che questo non sia uno riaprir la piaga, che forsi è già ò ristretta ò saldata: non rimarò però di dirvi quel che gia disse il salvator nostro BEATE steriles quæ non pepererunt. Havete adunque la beatitudine, & non ve n'accorgete: forse che temerete sendo sterile di morir di parto come gia mori Athena madre di S. Cataldo Episcopo, & prima di lei quella gentil Tullietta figliuola dilettissima di M. Tullio; non havrete da nodrir figliuoli, non da farli ammaestrare, non da procacciarli il vitto. Quanti n'ho io conosciuti liberali & Magnifici, che divenendo poi madri, divennero avarissime. Ricordatevi di quel saggio versetto che si spesso soleva dir quel grande Imperadore. CONIUGE non ducta, utinam liberis caruissem. Ricordomi haver letto esser solito S. Bernardo di dire che il non haver figliuoli fusse un bene non conosciuto: si che confortative quanto piu potete. Oh se sapesti quante & quante ne rimangono dolenti, chi per vedere i figliuoli ò nascere storpiati, ò per strano accidente guastarsi & chi per vederli consumar malamente il patrimonio: altri si veggono con istremo dolore uccidere da manigoldi, & da micidiali sgherri. Oh che affanno, oh che passione è questa: & da tutti i sopradetti mali con l'esser voi sterile, libera ne siete, & ve ne turbate, & ve ne state si mal contenta? sciocca che voi siete, dovreste ringratiarne Iddio a tutte l'hore: se non havete figliuoli carnali, fatene di spirituali che saranno tanto de carnali migliori quanto lo spirito è della carne piu eccellente: temete voi forse che vi manchino heredi? non ve ne mancheranno nò, & quando ogn'uno vi mancasse, non vi mancherà qualche povero spedale: ma ben veggo io poi che non ve ne potete dar pace, quel che vorreste: vorreste udir di quelle belle nove che si sogliono udire dalle fecunde madri, che vostro figliuolo havesse fatto qualche homicidio, ch'egli fusse prigione, ch'egli giacesse ferito, ch'egli havesse da gir in galea, ò che fusse condennato alle forche: vorreste forse udire per il vicinato, che alcuna vostra figlia havesse fatto un bastardo, che la facesse l'amore, ch'ella fusse pregna, o che la se ne sia fuggita dietro al carnale amadore; ò che il marito le da tutto'l di delle busse, ò che l'è in divortio: queste sono delle nove, che sovente s'odono dalle fecunde, et non mai dalle sterili donne, come voi siete: et pur vi rincresce di essere. Deh fate a mio senno, che consilio da fedel amica, acquetate l'animo vostro, & contentatevi di quel che vuole Iddio: che certo non potete far il meglio. Prego Iddio a cui servo in spirito, & in verità che vi consoli. Di S. Antonio da Ferrara alli III. d'Aprile.