SCENA III

PEDANTE, STRAGUALCIA, VIRGINIO e GHERARDO.

PEDANTE. Stragualcia! o Stragualcia! È tornato Fabrizio?

STRAGUALCIA. Non anco.

PEDANTE. Vien qua. Fa' motto al padron vecchio. Questo è messer
Virginio.

STRAGUALCIA. Èvvi passata la còllora?

PEDANTE. Non sai ch'io non tengo mai còllora con te?

STRAGUALCIA. Fate bene.

PEDANTE. Or da' qua la mano al padre di Fabrizio.

STRAGUALCIA. Porgetemela voi.

PEDANTE. Non dico a me; dico a questo gentiluomo.

STRAGUALCIA. È questo il padre del nostro padrone?

PEDANTE. Sí, è.

STRAGUALCIA. O padron magnifico, a tempo veniste per pagar l'oste. Ben gionto.

PEDANTE. Costui è stato un buon servitore a vostro figliuolo.

STRAGUALCIA. Volete forse dir ch'io non gli son piú?

PEDANTE. No.

VIRGINIO. Che tu sia benedetto, figliuol mio! Pensa ch'io ho da ristorar tutti quelli che gli han fatto buona compagnia.

STRAGUALCIA. Voi mi potete ristorar con poca cosa.

VIRGINIO. Dimanda.

STRAGUALCIA. Acconciatemi per garzon con questo oste che è il miglior compagno del mondo e 'l meglio fornito e 'l piú savio e quel che meglio intende il bisogno del forestiero che oste che mai io vedesse. Io, per me, non credo che sia altro paradiso al mondo.

GHERARDO. Gli ha nome di tener molto bene.

VIRGINIO. Hai tu fatto colazione?

STRAGUALCIA. Un poco.

VIRGINIO. Che hai mangiato?

STRAGUALCIA. Un par di starne, sei tordi, un cappone, un poca di vitella; e bevuto due boccali solamente.

VIRGINIO. Frulla, dágli ciò che vuole; e lascia pagare a me.

PEDANTE. Or che vuoi?

STRAGUALCIA. Vi bacios las manos. A questo modo son fatti i padroni, maestro! Messer Pietro, voi sète troppo misero e volete ogni cosa per voi. Sapete da quanti v'è stato detto. Frulla, porta un poco da bere a questi gentiluomini.

PEDANTE. Non bisogna, no.

STRAGUALCIA. So che voi berete. Pagarò io. Che credete che sia? Due animelle, una fetta di salsiccione… Volete? Maestro, bevete voi ancora.

PEDANTE. Per far teco la pace, son contento.

STRAGUALCIA. Oh! gli è buono! Padrone, voi avete da voler bene al maestro che vuol meglio al vostro figliuolo che agli occhi suoi.

VIRGINIO. Dio gli facci di bene.

STRAGUALCIA. Tocca prima a voi e poi a Dio. Bevete, gentiluomo.

GHERARDO. Non accade.

STRAGUALCIA. Per gentilezza, entrate drento, tanto che Fabrizio torni; e, poi che la cena è in ordine, cenaremo qui, questa sera.

PEDANTE. Questo non è forse male.

GHERARDO. Io vi lasciarò, ché ho un poco di facenda a casa.

VIRGINIO. Abbi cura che colei non si parta.

GHERARDO. Non ci vo per altro.

VIRGINIO. Gli è tua; fanne a tuo modo; per me, te ne do licenzia.

GHERARDO. In fine, e' non si possono aver tutti i contenti. Pazienzia! Ma, s'i' veggo bene, questa è Lelia che sará uscita fuora. Quella da poco della fantesca l'ará lasciata fuggire.