XII.
Tutto spira l'idillio, e sol mi manca
Fillide bruna o Clori bionda e bianca
Perchè l'egloga io tessa.
Ma quelle stan nei libri: nel contado
Al bel sesso non è che assai di rado
Vera beltà concessa.
Ben tu fosti leggiadra, o gaia e svelta
Fanciulla che Diana avrebbe scelta
Volontieri a compagna,
Quando in età più d'oggi assai felice,
Ella correa succinta cacciatrice
Il bosco e la montagna.
Bella eri tu davvero, Anna. Sul colle
Come giovine pioppo il fine e molle
Tuo corpo m'appariva.
Ed avea quel tuo corpo adolescente
D'una frutta anco acerba il prepotente
Invito e l'attrattiva.
Ma d'ingenue malizie e di baleni
Avevi i lunghi e verdi occhi ripieni,
Come zingara ispana;
E spesso il vento allegro e libertino
Giocava nel tuo crin sciolto e corvino
E nella tua sottana.
Bella eri tu: dritta sugli erti solchi
Irridevi ai coloni ed ai bifolchi,
Alcuna tua canzone
Lieta intonando; in fiamme era ponente,
Tu spiccavi sul cielo incandescente
Come una visione.
Bella tanto eri tu che si potea
Rassomigliarti a una silvestre Dea:
Ma più che Dea tu eri;
Una donna eri tu dolce e vezzosa,
Che divide coll'uom, sorella e sposa,
I dolori e i piaceri.
E a te valse, fanciulla, il vago aspetto
Che avventurate nozze un giovinetto
T'offerse imprevedute;
Ahi! ma ufficio di sposa e più di madre
Presto avvizzì le tue membra leggiadre
E il fior di tua salute.
Or tu quando m'incontri ancor sorridi:
Ma da' precordii tuoi, come da nidi
Augelletti irrompenti,
Più non iscoppian le vivaci note,
Nè più l'eco dei poggi ripercote
Le risa tue frequenti.
Oh gioconde vendemmie! ti sovviene?
In lunga fila, con le ceste piene
Dell'uva, dal vigneto
Scendono le ragazze barcollanti
Pel grave peso, e suona l'aer di canti
E di schiamazzo lieto.
Versan poi l'uva entro l'ammostaruola
(Bada, i toscani dicono la cola)
Finchè ce ne può stare.
Su vi balza a piè nudi un garzon tosto;
Ecco in pioggia minuta il roseo mosto
Incomincia a colare.
Come son colme le bigoncie, il tino
L'uva ammostata accoglie, e ne fa vino
In sette od otto giorni.
E ciascun giorno vasi empie novelli;
Oh ricchi giorni speranzosi e belli,
Di cento gioie adorni.
E la diurna opra finita a sera,
Uomini e donne, la brigata intera
In corte si raduna
A novellar pel fresco, dopo cena;
Cantan sull'aia e ballano, e serena
Ride con lor la luna.