XIV.

Però accadde a me pur, nè più nè meno,

Di prender moglie (adesso

Già già quattro anni volgono);

E senz'altro con lei pigliato il treno,

Venimmo il giorno istesso

Al nido mio domestico.

La stanza nuzïal bianca e raccolta

Mi parve un tempio arcano;

Quivi sorgeva il talamo

Simile a un'ara in veli sacri avvolta,

Dov'abbia un sovrumano

Soave rito a compiersi.

Calava il giorno: il pranzo era allestito;

Di lumi e assai di fiori

E di cristalli splendido

Era il salotto inver, ma l'appetito

Non venne a far gli onori

Della gioconda tavola.

La giovanetta sposa incerta e mesta

Per la madre lasciata,

Poco recossi al roseo

Labbro; io stesso badavo, in gran tempesta

D'amor, con la posata

Sulla tovaglia a incidere.

Per finger calma cose indifferenti

Io dicevo alla sposa,

Che sorrideami languida;

Ma nelle vene mi correan torrenti

Di lava impetuosa,

E la voce tremavami.

Alla fanciulla affetti molti e vari

Urtavano il bel seno:

Certo la inquïetudine

D'esser così lontana da' suoi cari,

Sola di notte, in pieno

Poter d'un baldo giovine,

Che le dicea d'amarla e la copria

Di veëmenti baci;

E al tempo istesso il giubilo

D'esser con lui; di sposa l'allegria,

E trepide vivaci

Curiosità virginee.

Poi sul terrazzo uscimmo. Ivi la bruna

Valle tacea; ma il fiume

Mandava un lene murmure;

Da vaghe stelle e da la tersa luna

Piovea candido lume

Entro gli spazi ceruli.

Oh sacra Notte, che proteggi il pio

Dolce rito d'amore!

La taciturna vergine

Posò il capo sul destro omero mio,

E le sentivo il core

Tumultuoso battere.

Io le cingea col braccio la persona

Flessibile, sovente

La chioma aurea baciandole;

Palpitando sentìa la casta e buona

Fanciulla in sen repente

Desii nuovi agitarsele.

Ed ecco allor da un grande accoramento

Di non so che d'arcano

Io mi lasciavo cogliere,

Quasi che di mestizia e di sgomento

Ogni solenne umano

Gaudio misto abbia ad essere.

La fautrice Notte indi con dura

Brezza già ne pungea

A rientrar spingendone:

Ci ammiccavano gli astri e la Natura

Tutta di noi parea

Compiacersi e sorridere.