Ma io son pazzo ad esortarvi, e dire
Che diventiate gentili e divine.
Puttane, ho detto mal, vommi ridire:
Siate piu ladre, ribalde, assassine;
Non vi restate à rubbar et tradire
Senza misericordia et senza fine,
Perche non c'è altro rimedio e via
À cavarci del capo la pazzia.
S'elle fusser da bene, com'ho detto,
Da l'altro di n'andremmo à l'hospedale.
Ognun si caverebbe il cor del petto,
Se vivessin le vacche à la reale.
Il farci ognhor morire di dispetto,
Et il trattarci ognhor peggio che male,
Et il farci fallire à grand'honore,
Ci cava al fin del cul Madonna e Amore.
Rubbate pur à due mani et à ognuno;
Accumulate pur gioie e catene,
Che la vecchiezza vi riduce in uno
Tutto quel che pompose hora vi tiene,
Et peggio anchor l'ingordo et importuno
Mal francioso, ch'un tempo v'intertiene,
Vi rubba in otto di quel che furate
Ne la vostra fottuta e verde etate.
Ma e saria un piacer di paradiso,
Se 'l mal francese, ch'altro, è che la tossa,
La robba sol vi mangiasse improviso.
Il caso è che vi mangia i nervi e l'ossa,
Et poi le man, gliorecchi, gliocchi e 'l viso
Vi mangia, e 'l cor, e v'invita à la fossa,
Che cosi vuole Iddio, che 'l tempo aspetta,
Per far de i matti amorosi vendetta.
Si che, Zaffetta mia, vivi à l'antica,
Cosi come sei vissa, o vivi peggio.
Cosi tu, porca Errante, mia nimica,
Et voi, altre puttane, perch'io veggio
Ch'à uscirvi di man saria fatica,
Se voi sedeste in puttanesco seggio
Con le virtu c'ho sopra detto tante,
E usque a morte ognun vi saria amante.
Una fra mille millanta migliara
Di puttane viventi à nostre spese
Ho conosciuta bella, buona e cara,
Et da bene al possibile e cortese,
Che Giacoma chiamossi da Ferrara,
O vogliam dir Giacoma Ferrarese,
Che per esser da bene, e bella, e buona,
In questi giorni s'è morta in persona.
Altro non ho da dir ch'io mi ricordi,
Se non ch'ognun tien lega di cicale,
E 'l mondo seria stanza da balordi,
Se non fusse lo spasso del dir male,
Il mangiar la luganega co i tordi,
Con gliaranci, col pevere e col sale.
Cosi il dir mal al gusto human non spiace.
Datevi adunque, Angela diva, pace.
Se 'l Re, se 'l Pappa, e se l'Imperatore
Sopportan che gli sia detto coglioni,
Del mio burlar non pigliate dolore;
Et se 'l pigliate pur, Dio ve 'l perdoni.
Anch'io vo la mia parte de l'honore.
Son gentilhuomo atto à donarvi doni.
Venni, et subbiai per farvi riverenza,
Ma dal balcon mi fu data licenza.
La nostra Signoria con gratia degna,
E 'l Prencipe ciascun, che parlar vede,
Ode con gratia et con humilta degna,
Et grand'è pur la Venetiana sede.
Ma vostra altezza, per portar l'insegna
De le puttane, esser maggiori si crede
Che non è di San Marco il campanile;
Pero dato vi fu il trentun gentile.