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[DESTINO]
Non dovevo morir.—V'è una parola
Che niuno ancora su la terra ha detta.
Scriverò la parola benedetta
col puro sangue del mio grembo, io sola.
Solo una madre il gran mister può dire
che disserra le fonti de la vita.
Io sarò quella madre.—Io l'infinita
gioia che fa ogni volto impallidire
canterò.—Coi fanciulli su i ginocchi,
febbricitanti di dolcezza, tutte
le donne in me saran sospese, tutte
le donne avranno in me raccolti gli occhi,
e un'ebrezza d'orgoglio al cor profondo
sentiranno affluir per ogni vena
al mio grido: Ave o Madre, o Gratia plena,
che porti e nutri ne' tuoi fianchi il mondo.
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[IL CALVARIO DELLA MADRE]
Grembo materno strazïato e forte,
di tua fecondità l'invitto segno
in te impresso sarà fino a la morte.
Ave.
Bocca materna, non avrai più baci
che non sien quelli di tuo figlio—come
sigilli d'oro fulgidi e tenaci.
Ave.
Occhi materni, voi vedrete il mondo
dietro un velo di lagrime, seguendo
ansiosi il folleggiar d'un bimbo biondo.
Ave.
Mani materne, voi più non saprete
che blandire e sanar le rosse piaghe
di colui che a la terra offerto avete.
Ave.
Vita materna, non sarai più nulla
fuor che l'Ombra vegliante ad ali aperte,
con lunghe preci, a fianco d'una culla.
Ave.
Cuore materno, cuore crocifisso,
cuor benedetto, cuore sanguinante,
cuore pregante a l'orlo d'un abisso,
non più per te, non più per te vivrai;
ma pel figlio, pel figlio in mille forme
di perdono e d'amor rinascerai.
Ave.
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[DOLCEZZE]
A Giovanni
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