— E in letteratura voi come state?

Risposta:

— La nostra poesia è di una nobile semplicità, non nego; ma così semplice che tutti la capiscono. Si scarseggia pure in aggettivi, pretendendosi dipingere con l'armonia e con la precisione dei vocaboli. Ora io domando a voi se la poesia, che di sua natura è sublime, dev'essere semplice e compresa da tutti e se si può dipingere, fuori della fotografia, senza colore!

— E la pittura? e la scultura?

Questa volta Edon sospirò:

— Non v'ha artista da noi che goda a imitare con l'opera del suo pennello e del suo cervello la divina natura.

— Oh! perchè?

— Noi abbiamo la fotografia a colori e chiunque abbia un po' di genio artistico può introdurre l'arte nella natura stessa e fare che questa si ritragga da sè. Bel gusto! Della scultura, infine, è inutile parlare. Non ne facciamo uso come fate voi. Nelle nostre scuole s'insegna che non i monumenti ma le opere debbono consacrare l'immortalità, e i grandi morti s'imparano a conoscere nelle scuole, non per le vie e per le piazze.

Interruppe, gridò Polla:

— Voi dunque non avete monumenti?