Da tali pensieri affaticato, Giulio non si addormentò che verso l'alba. Nè dormiva da molte ore quando il servo venne a svegliarlo con una lettera urgentissima.
Egli la lesse, d'urgenza:
«.... Che cosa avete fatto! Appena siete uscito voi. Alfonso è corso da me col vostro cappello in mano.
«Era così triste! Mi ha domandato: — Come mai Giulio ha potuto confondere il mio col suo? — Ah! che angustia! che paura! Pareva dubitasse.... Ma io mi sono convinta che mio marito è fiducioso, è un modello di marito e di padre di famiglia; e mi è bastato vederlo uscire col vostro cappello, che non gli stava in testa, per comprendere tutta la mia colpa. Sarebbe un'infamia!
«E vi avverto che non verrò da voi nè oggi nè mai più. Però vi prometto che non mi confesserò a mio marito come quella vostra marchesa; perchè nella vostra storia, scusatemi, non ci ho creduto....»
*
Giulio Galardi e Alfonso Varchi rimasero amici fedeli.
Solo, Giulio concepì un inestinguibile odio contro i cappelli sodi e ne adottò uno floscio, quale Alfonso non avrebbe portato mai. Ma con questo gli pareva di star così male che, dubitando di poter più innamorare le donne degli altri, prese moglie anche lui.
Efficacia d'una giarrettiera.
L'ora pericolosa non è l'ora del confessionale, quando abitudine o gravezza o vigile coscienza delle divine funzioni assunte per rappresentanza mortifica ogni senso. Nemmeno è l'ora del riposo, quando in letto molle e caldo tornano alla memoria le dure veglie degli anacoreti e dei Padri e le dibattute vittorie con i demoni nel deserto: il pericolo è all'ora della siesta; quando mentre fermenta il cibo nello stomaco e nelle vene il sangue fluisce più abbondevole, una dolcezza sale o scende, non si sa di dove, a cullare il pensiero che si quieta, e l'anima (fuori sia freddo o il sole si spenga nella rossa calura dell'agosto), l'anima risponde all'anima in cui avrebbe dovuto integrarsi e che, ahi, le fu tolta, e il cuore domanda un altro petto che l'ascolti. Sembra l'anima o il cuore; e sono forse i fumi del vino. Ma allora basta — e grazie se si abbia! — il cuore d'un amico. Se no: — Chiamatemi il sagrestano per la partita (a carte o a bocce)! Presto! —