In niuna maniera de' l'uomo discoprire lo suo segreto se non a Dio, che tutto sa: ciò che è a intendere(1033), a quelli che saranno nel suo luogo in terra, dopo la venuta del veracie profeta. Ma in altra maniera non dei discoprire lo tuo segreto a niuno. Che se tu lo discuopri al tuo amico, alcuna cosa lo tuo amico, o altro amico ch'egli avrà, la discopirrà; se egli è poco savio, egli lo discopirrà tutto collo suo amico che egli à. Quello amico anche, o altro amico, lo dirà per aventura ad un altro; e così potranno sapere lo tuo segreto molte genti; e così ne potrai essere adontato e svergognato. E per questa ragione non è bene di scoprire lo tuo segreto. Che tanto come averai lo tuo segreto, egli sarà tuo servo; e quando tu l'avrai discoperto, tu sarai suo servo. E certo tale lo potrà sapere, lo tuo segreto, che ti vorrà male, e di ciò ne sarai più frale, e egli ti potrà più nuocere; e per la paura di lui, di ciò ch'egli avrà saputo lo tuo segreto, tu non potrai contastare. E se tu non ti puoi sofferire di discoprire lo tuo segreto per la tua follia, e lo ventre per la tua necessità l'enfia di pur dirlo, dillo infra te medesimo, altressì come tu lo ragionassi con altrui; e allora lo tuo cuore si rafredda e lo tuo ventre si disenfierà. E, se per bisogno che tu abbi, te lo conviene pur dire, guarda che tu lo dichi a tale uomo, che nol ti possa rinproverare, per alcuno cruccio che tu abbi co' lui.
(1033) che tutto ciò è ad intendere. C. R. 2. — Il n. t. è conforme al C. F. R.
Cap. CCXLVII.
Lo re domanda: quali femine sono più utili a l'uomo quand'egli giacie co' loro? Sidrac risponde:
Secondo l'anima, niuna femina è utile all'uomo, a giacere co' lei, se non se la sua moglie. E secondo il corpo, due istagioni sono l'anno di giacere con femina: quando l'aria è fredda, e rende lo suo gielo in terra. La femina, viva bruna è utile all'uomo, quando elli usa co' lei; chè la bruna femina è di calda alena e di caldo interiore, e quello calore iscalda l'uomo, e fagli grande prode e grande sanitade al corpo. E il caldo tempo, quando la stagione è calda, e rende lo suo calore in terra, la femina bianca è utile all'uomo, quand'egli usa co' lei; che la femina bianca è fredda, le sue interiore sono fredde, e quello freddore fa grande prode all'uomo, e lo rinfresca di suo calore. La femina vecchia si è calda e di grieve alena e grieve interiore e di grieve uscite(1034), e si dona grande pesanza al corpo dell'uomo, e grava lo cuore, e si gli fae mutare lo suo bello colore, e fallo diventare palido, sia la femina bianca o bruna. Dell'uomo vecchio alla femina altressì aviene.
(1034) Così ha pure il C. R. 2. — Manca al C. F. R.
Cap. CCXLVIII.
Lo re domanda: perchè alcuna gente si levano a mattotino da dormire bianchi e coloriti, e altri palidi e ismalfati?(1035) Sidrac risponde:
Per tre cose: la prima per le forze delle collere gialle, che sormontano l'altre collere al corpo, e per la forza ch'elle ànno al corpo, quando lo corpo dorme, e l'altre collere e lo sangue cessano al corpo. E l'altre collere gialle che sormontano, lo tingono del loro colore, e alla mane si levano di quello medesimo colore. La seconda maniera si è di pigliare cosa, la notte, che scalfa lo corpo, e fa bollire lo stomaco, e iscalfare lo corpo, e rinfabilire gli occhi, e amarire(1036) la sua lengua; e si fa molte infermitadi.
(1035) Questo cap. manca al C. R. 2. — Invece di ismalfati crederemmo da leggere iscalfati. — Il C. F. R. ha: iaunes. E siccome eschaufeté, ant. fr., vuol dire collera, crederemmo che iscalfati potesse significare del colore che dà la collera. A conferma di ciò notisi la frase del n. t., in questo cap.: le collere gialle lo tingono del loro colore, e alla mane si levano di quello medesimo colore. In questo stesso cap. si troverà pure scalfa e scalfare, nel senso di riscaldare, chaufer franc.(1036) Rendere amara.