(212) come C. R. 2.(213) „Vid'io in essa luce altre lucerne.„ Dante.(214) al suo C. R. 2.(215) sprendiente C. R. 2. — piagente C. R. 1.(216) ladio C. R. 2. — lasco C. R. 1. Lasco può essere il lasche, lasque, nel senso di vile.(217) Sappiate ke non vi dimorò una ora compita C. R. 1.(218) Nel C. L. sono, per errore evidente, ripetute le parole ora in gloria che si tosto.(219) onferno C. R. 1.(220) in questo più spesso aiere C. R. 1.(221) in onferno C. R. 1.(222) mercè non avranno potranno e non la domandorno C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.
Cap. VII.
Lo re domanda: di che servono gli angeli in cielo? Sidrac risponde:
Li angioli che sono in cielo non ebono volontà di peccare verso lo loro criatore, e perciò non caddono eglino cogli altri, anzi dimorano in gloria. Idio dà a ciascuno ordine e uficio angielico. Angeli v'à che anunziano(223) agli uomini le grandi cose. Anche altra maniera di angieli v'à, che anunziano(224) alle comuni creature, cioè agli uomini, le piccole cose. Altre maniere d'angioli v'à, che sono potestadi, che comandano agli maligni spiriti, che più non facciano crudeltade all'umane cose. Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano principi(225), che ànno signoria sopra i buoni ispiriti, e lo loro comandamento si è a conpiere lo comandamento di Dio(226). Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano dominazioni, che sormontano gli detti grandi angioli(227), che gli altri son loro subbietti per ubidenzia. Altra generazione d'angioli v'à, che si chiamano troni, sopra gli quali è la sedia(228) di Dio, per gli quali egli giudica i suoi giudicamenti(229). Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano cherubin, in cui tutte le scienzie e molte altre creature umane sono subbiette e ubidienti(230), e servono; in quello ch'egli guardano lo specchio del chiarore(231) di Dio, perfettamente egli ricevono gli segreti del creatore(232). Altre generazioni d'angieli v'à, che si chiamano serafin; quelli sono ardenti e più presso dell'amor di Dio che nulla criatura; e sormontano(233) ogni criatura d'onore, chè tra loro e Dio non è nullo altro spirito.
(223) avanzano C. R. 2.; secondo uno de' significati che ha il vb. avancer in franc., che è di annunziare.(224) avanzano C. R. 2.(225) principati C. R. 2.(226) e loro comandano he compiano el servizio di Dio C. R. 1.(227) degli angioli C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.(228) el sedio C. R. 1.(229) elli usa spaventevolmente suoi indicamenti C. R. 1.(230) a cui tucta scientia e più creature entendevoli sono obedienti e subiecti C. R. 1.(231) della chiarità C. R. 1.(232) delle umane creature C. R. 2. — de le creature C. R. 1.(233) formentano C. L. Abbiamo corr. col C. R. 1., e col C. F. R. che ha: surmontent. Nel C. R. 2.: soctomecteno ogni creatura d'onore.
Cap. VIII.
Lo re domanda: gli diavoli sanno tutte le cose e possonle fare? Sidrac risponde:
Di quello ch'(234) egli ànno angelica natura, sanno molto grande iscienzia, ma però non sanno egli tutte le cose. Che tanto quanto la loro natura(235) è più spirituale che quella degli uomini, di tanto sono eglino più(236) savi di tutto ingiegnio(237); le cose che sono a venire non sanno egli niente, se non tanto quanto Idio lascia loro sapere. Ma le cogitationi(238) e le voluntadi non sa se non Iddio, e colui a cui egli lo vuole dimostrare. E non possono fare quello che egli vogliono, che lo bene egli non vorranno fare nè non potranno; ma egli possono assai mal fare, e non mica quanto vorrebono, se non tanto come i buoni agnoli gli lassano(239) fare.
(234) Dal franc. de ce che (que).(235) Invece di natura legg. nel C. L. ma. Abbiamo corr. col C. R. 1. e C. R. 2.(236) più manca al C. L. Abbiamo suppl. coi Codd. R. 1. e R. 2.(237) di tucti ingegni C. R. 1.(238) comuntioni C. L. Abbiamo corr. col C. R. 1. e C. R. 2.(239) lascieremo C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.