Lo re domanda: quali sono li più onorati uomini del mondo? Sidrac risponde:
Le più onorate genti di questo mondo sono a questi tenpi i persiani. Ma tenpo verrà che quelli del ponente saranno la più innorata gente del mondo, e gli più savi e gli più valenti e gli più pregiati, e la migliore gente a Dio e al mondo; e saranno credenti fortemente alla fede del figliuolo di Dio. E sarà tenpo ch'egli giustizieranno(1176) le tre parti del mondo; e gli loro onori andranno per tutto il mondo, e la loro signoria tuttavia rinforzerà. Ispesso sarà tra loro guerra, e quando Idio vorrà distrugere l'altre nazioni, quelle genti andranno ne' loro paesi.
(1176) Forse per rendere giustizia, e quindi signoreggiare. Non si hanno esempi di giustiziare in questo significato.
Cap. CCCXV.
Lo re domanda: quando tu se' in uno luogo deilo tu lasciare per migliore cercare? Sidrac risponde:
Quando tu se' in buono luogo, tu ài lo tuo vivere, tielloti in pacie, e non ti intramettere in cupidizia di migliore avere. Ma quando Idio il ti(1177) manderae, si lo piglia, e statti in pace; chè chi troppo cupita(1178) tutto perde, e tanto gratta capra che male giace(1179), e tal crede trovare il pane fatto, che non truova il grano nel canpo. E per ciò è buono, quando l'uomo è in buono luogo, che non si parta per altro cercare, che tosto potrà perdere l'uno pell'altro.
(1177) tel C. R. 2.(1178) cupidità àe C. R. 2. — Forse da cupere, invece di cupe, fecesi cupita.(1179) et tant grate chieure che mal gist C. F. R.
Cap. CCCXVI.
Lo re domanda: dee l'uomo credere ciò che le genti lo consigliano? Sidrac risponde:
Certo tu farai come senplice, se tu crederai tutti i consigli che l'uomo ti dà. Tu dei udire lo consiglio della gente, e intendere uno e altro; e quello che non ti parrà buono e leale, lasciarlo e fugirlo. E se tu se' savio, non dei però dispregiare nè biasimare lo consiglio dell'altra gente, ma lodare e innorare, che allora sarà(1180) egli tenuto per savio e per provedente.