(1220) Il C. R. 2. ripete: chè quelli che Dio non dottano sono ec.(1221) Manca gli uomini al C. L. — Abb. suppl. col C. R. 2.(1222) E quella giente non bisogna l'uomo dottare C. R. 2.
Cap. CCCXLVII.
Lo re domanda: perchè lo ferro vae inverso la stella calamita? Sidrac risponde(1223):
Lo ferro si è della natura di quella stella, come il fuoco è della natura del sole. Se lo ferro fosse ispirituale come il fuoco, e che non si puote pigliare niente, egli ritornerebe a questa stella, altresì come il fuoco ritorna al sole, quando egli è spento. E s'egli avesse umidore in lui, quella stella lo berebbe, altressì come lo sole bee la rugiada. Niuna(1224) pietra ci à che sia della comparazione di quella stella. E quando lo ferro la sente, che è di quella medesima conparazione, si apiglia a lei. E quando quella pietra si parte dal ferro, la conparazione di quella medesima stella ch'e' nel ferro, conviene per diritta natura che il ferro ritorni a quella medesima stella, per lo toccamento di quella stella; che è di quella comparazione, altressì come lo sole, che tutto il fuoco del mondo ritorna a lui. Chi sottilmente vorrebbe toccare una cotale pietra, ella àe uno luogo in sè, che toccando lo ferro fa toccare un'altra stella(1225).
(1223) par quoi le fer vait envers la stelle chi a nom guierre (sic) ce est tremontane? C. F. R.(1224) Ma una C. R. 2.; e così pure nel C. F. R.: mais il y a une pierte calamite, chi est ec.(1225) A correggere questo periodo non possiamo punto giovarci del C. R. 2., più spropositato del laurenziano; e poco dal C. F. R., dove leggesi: et chi soutilment voroit sercher une tiel piere, si troveroit che elle a 1. leuc en elle chi fait le fer torner, et autre estoile.
Cap. CCCXLVIII.
Lo re domanda se tutti quelli che nascieranno morranno. Sidrac risponde:
Tutti morremo, in qualunque modo noi andremo o andiamo o vegniamo; e tardi quanto vuole, che della morte non puote canpare una sola ora(1226). Lo figliuolo di Dio, quando egli piglierà umana natura nella vergine, si gli converrà morire. E a nullo può questo fallire. Quelli che sono nati sono morti, e noi che nati siamo morremo, e quelli che nascieranno morranno. E di questo niuno scampare non puote, se egli desse uno altrettale secolo(1227) come questo.
(1226) et che che targent, ne peuent fuir la mort. C. F. R.(1227) mondo C. R. 2.