Lo re domanda: come sono posti i fanciulli nel ventre delle loro madri? Sidrac risponde:

Per lo podere di Dio sono posti nel ventre delle madri inginocchiati, e le loro ginocchia inanzi, i loro pugni inanzi i loro occhi. E sono nel ventre con grande gioia e con grande letizia, sì ch'egli non vorebono mai uscire di quella gioia ov'egli sono, inperciò che non ànno sentito l'aria di questo mondo, e non credono ch'altra gioia sia al mondo se non il ventre delle loro madri. Ma quando per la forza di Dio nascono nel mondo, e sentono l'aria del secolo, eglino non vorrebono giammai ritornare nel ventre delle loro madri; chè per lo dolciore dell'aria del cielo dimenticano lo ventre di loro madre, sicchè giammai non se ne ricordano.

Cap. CCCL.

Lo re domanda: puote l'uomo dimenticare la gioia e 'l duolo? Sidrac risponde:

Tutte le cose del mondo può l'uomo dimenticare, o tardi o tosto. Ma se tu ài alcuna gioia o alcuno bene, tu nolla puoi così tosto dimenticare, insino a tanto che tu non ài alcuna gioia magiore di quella; e sì tosto come tu l'avrai, la prima dimenticherai per quella ch'è magiore. E perciò ch'ella è presente èe magiore. Il simigliante aviene del duolo.

Cap. CCCLI.

Lo re domanda: de' l'uomo mostrare sua ragione? Sidrac risponde:

Se tu ài alcuna ragione a mostrare in giustizia o in altra parte, tu la dei mostrare brievemente e saviamente e di forte coraggio. Che se tu la dici brievemente, gli giudicatori la ricevono ne' loro cuori, e sapranno giudicare come e perchè. E se tu la dici saviamente, volentieri l'ascoltano, e meglio sapranno giudicare. E se tu dici di grande coraggio, tu non ti puoi isperdere nè vergognare; chè molti sono quelli che perdono il loro diritto in un punto, per ciò ch'egli si sperdono e si vergogniano e si spaventano, conciosia cosa ch'egli abbiano lo diritto.

Cap. CCCLII.

Lo re domanda: dee l'uomo mostrare lo suo senno tra la stolta gente? Sidrac risponde: