Quegli che mostrano lo loro senno tra li stolti sono(1228) simiglianti a loro. E gli folli che vogliono mostrare a una bestia leggere e scrivere, egli avranno grande travaglio, e quella bestia per tutto ciò inparare non potrebbe. Simiglianti sono i savi che lo loro senno mostrano tra li stolti; che non intendono se non come le bestie, anzi per la loro stoltia(1229) e follia contastano lo detto del savio. Tra gli stolti l'uomo dee passare brievemente, sanza niuna pena e sanza niuno travaglio. Tra gli savi l'uomo dee mostrare lo suo senno e la sua memoria, ch'egli sarà ascoltato e udito.
(1228) Manca al C. L.: tra li stolti sono. — Abb. suppl. col C. R. 2., conforme al C. F. R.(1229) Anche il C. R. 2. ha: stoltia.
Cap. CCCLIII.
Lo re domanda: perchè l'uno vino è bianco e l'altro è vermiglio? Sidrac risponde:
Quando Noè piantò la prima vigna del mondo, per la volontà di Dio, della pianta che dimorò(1230) in terra dopo il diluvio fu fatto vino, per lo comandamento di Dio, bianco e vermiglio; e si ne fecie XL piante, e le piantò in XX giorni: che ciascuno giorno ne piantò due, l'una di giorno e l'altra di notte. Quella del giorno per lo calore del sole diventò vermiglio; e quella della notte per lo freddore della luna diventò bianco. E tutto questo fu per la volontà di Dio. E perciò lo vino vermiglio è più caldo che lo bianco; e l'uno e l'altro ànno calura in loro, ma l'uno più che l'altro.
(1230) rimase C. R. 2.
Cap. CCCLIIII.
Lo re domanda: le bestie e gli uccegli ànno linguaggio? Sidrac risponde:
Linguaggio non à se non l'uomo. Non credete mica che una(1231) bestia o uno uccello grida, che voglia alcuna cosa dire per quello grido; anzi lo fa senplicemente per natura e per usanza. E non però le bestie e gli uccegli già non intendono l'uno l'altro ciò che dicono; ma a quella simiglianza ch'egli gridano per sua natura, a quella simiglianza lo 'ntendono l'altre. Quella che grida non sa che si dire, nè quella che lo 'ntende simigliantemente; ma ciò è uno usato(1232) che è tra loro sanza niuno intendimento. E questo è per natura che Idio à loro donato.
(1231) quando una C. R. 2.(1232) è usanza C. R. 2.