Lo re domanda che cose tolse Adamo a Dio, e come gliele converrà rendere. Sidrac risponde:

Adamo tolse a Dio tutto quello che doveano avere tutti quelli che di lui doveano nasciere, e simigliantemente vincere lo diavolo, com'egli era vinto da lui. E se tutti quelli che doveano nasciere di lui in tal maniera lo doveano(343) ristorare, come se egli non avesse unque peccato, però ch'egli avea magior peccato che tutto il mondo, si dovrebbe rendere tal cosa che fosse magiore di tutto lo mondo; ma egli non potè fare nè l'uno nè l'altro; però rimas'egli in cattivitade.

(343) la dovea C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.

Cap. XV.

Lo re domanda perchè non fue perduto di tutto in tutto(344), che(345) così grandissimo peccato avea fatto. Sidrac risponde:

Perciò che non potea essere disfatto quello che Idio avea fatto e stabilito. Iddio avea ordinato che egli conpierebe lo numero degli eletti del legnaggio d'Adamo, e non però(346) egli avea volontà d'amendarlo(347), et egli(348) non potea, e la misericordia di Dio non gli volle perdonare, e mettere nel suo regno tale come egli era. E se Idio gli avesse perdonato la sua ingiuria, sanza sodisfacimento, dunque non sarebe tutto potente, se egli mettesse tale uomo nella(349) sua gloria senza vendetta, là onde egli avea cacciato l'agnolo per una sola cogitazione, dunque non sarebe mica diritto; però dee essere presa la vendetta(350) del peccato, cioè del peccatore. Quando uno uomo truova pietre preziose in alcuno luogo lordo, elli no le mette mica nel suo tesoro, infino a tanto che non l'à lavate. Però che lo servo dee essere fedele del suo signore, e egli era andato al tiranno, che l'avea messo in carcere, serà mandato lo figliuolo dello re, e batterà lo tiranno, e rimenerà lo servo al suo signore colla sua gloria.

(344) in tutto C. R. 1.(345) puoi che C. R. 1.(346) impertanto C. R. 1.(347) amender C. F. R.(348) egli C. L. — Abbiamo agg. et dal C. R. 2.(349) in della C. R. 2.(350) presso alla vendetta C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 1. e C. R. 2.

Cap. XVI.

Lo re domanda e disse: perchè non mandò Iddio uno angelo inanzi per lui diliberare, o ch'egli avesse fatto uno uomo per lui diliberare? Sidrac risponde:

Se l'agnolo raccattasse(351) l'uomo, dunque sarebbe(352) suo servo, e l'uomo dee essere ristorato, sicchè egli sia simigliante all'angelo. E l'altra cosa divisò Idio, che l'angelo(353) è fiebole nella sua natura, e se egli divenisse uomo, di tanto avrebe meno di potestà. E se egli avesse fatto un altro uomo, e l'avesse mandato per lui diliberare(354), dunque non aparterebbe(355) nulla la ragione alla schiatta d'Adamo. E però che l'agnolo non potea raccattare l'uomo, nè egli per sè non potrebbe fare sodisfazione, si piglierà primieramente lo figliuolo di Dio carne in una sola persona, fatta in due maniere: l'una maniera si è che vincierà lo diavolo e serà Iddio, e vincierà lo diavolo simigliantemente che lo diavolo vinse l'uomo, e averà podestà sopra tutte le cose, come elli serà Iddio, che aprirà lo cielo e tutti coloro che entrare vi dovranno; l'altra maniera si è ch'egli diventerà uomo, e farà ciò che fa(356) l'uomo sanza peccato.