Al tenpo del figliuolo di Dio lo mondo sarà presso che moltiplicato di gente, e tuttavia si moltiplicherà più. E alla fine del mondo sarà egli moltiplicato più che a nullo tenpo del mondo.
Cap. CCCCX.
Lo re domanda quanto può essere grande lo cielo e lo 'nferno, e se vi dee essere tutto il popolo che furono o che saranno. Sidrac risponde:
Se tutta la gente che furono al mondo e sono e saranno, M C e altrettante(1320), fossero tutte in cielo, e ciascuno di loro avesse uno sì grande palagio che vi capesse M C uomini, e ciascuno palagio avesse forno e bagno e giardino e mulino, tutti questi non l'empierebono a X parti del cielo(1321); e somigliante del ninferno.
(1320) ciento milia volte altretante C. R. 2.(1321) non empierobono la diecima parte del cielo C. R. 2.
Cap. CCCCXI.
Lo re domanda: quali sono più o quelli che nascono o quegli che muoiono? Sidrac risponde:
Quegli che nascono sono assai più che quelli che muoiono; conciosia cosa che quelli sono grande quantità. E niuna ora è del giorno dell'anno, che sono XXIIII ore, non è che mille persone non nascano. E se quelli che muoiono fossono più che quelli che nascono, pur X, lo mondo non si potrebbe moltiplicare. Ma perchè lo mondo va tuttavia cresciendo, può l'uomo sapere che più sono quelli che nascono che quelli che muoiono.
Cap. CCCCXII.
Lo re domanda: quale è magiore o l'ira di Dio o la sua grazia? Sidrac risponde: