(400) li mali factori C. R. 1.(401) altro male C. R. 2.(402) mortale C. R. 2. — mortel C. F. R.(403) la sella sebbe C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.(404) in onferno C. R. 1.(405) ne la C. R. 1. — in della C. R. 2.(406) egli lo C. L. — Abbiamo pref. la lez. del C. R. 2.(407) quando el figliuolo di Dio discendarà ad inferno e strugiarà el diavolo e delibarà e' suoi amici C. R. 1.(408) tous iors mais C. F. R. — L'ant. fr. ha: tos jors, tos dis, tos tans, ma non trovo esempi ne' quali a questo avverbio sia aggiunto mais, conforme al nostro sempre mai. — Sarà radice di ninferno ci pare da intendere: avrà radice nell'inferno, sarà abbarbicata all'inferno.(409) si raunerà manca al C. L. — Abbiamo suppl. col C. R. 2.(410) Sebbene tutti gli altri codd. abbiano persecutioni, non ci pare di poter tenere per errore percussioni.(411) Il C. L. ha: si confondono. — Abbiamo data la preferenza alla lez. del C. R. 2. Nel C. F. R. leggesi: se porpencent; da porpenser, che vuol dire meditare, riflettere, pensare; onde se porpencent de la foy, significherebbe meditano, pensano della fede.(412) s'emandano C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.(413) Nel C. L.: lavoto; e nel C. F. R.: lavest; ma ci sembrano errori ambedue. Il C. R. 2. ha: lavatorio; e forse anche nel francese potrebbe leggersi: lavatoire; parola che trovasi usata dall'Amyot. Cf. Dict. de l'Acad. Franc. Lavatorio manca alla Crusca.(414) molestare C. R. 2.(415) Et quando avrà compiuto ciò ke die C. R. 1.(416) le buone anime C. R. 2.(417) ontia C. R. 1.

Cap. XXII.

Lo re domanda e disse: che cosa è paradiso celestiale? Sidrac risponde:

Paradiso celestiale è vedere Iddio, quando l'uomo lo vede a faccia a faccia. Che se tutte le gioie e li diletti che furono che sono e che saranno fossono in uno uomo, non avrebono delle centomilia parti l'una, d'allegreza e di diletto e di bene, che ànno coloro che vegiono Idio: egli non disiderano di sanitade e di biltà nè di forza nè d'allegreza, quelli che Iddio veggono.

Cap. XXIII.

Lo re domanda: chi fu fatto innanzi tra il corpo o l'anima? Sidrac risponde:

Lo corpo fu innanzi fatto di quattro elimenti, d'aria e d'acqua e di fuoco e di terra; e sì à quattro complessioni(418) in sè. E poi ch'egli fu formato, Iddio, per la sua grazia, gli soffiò nel volto ispirito di vita, e gli donò la signoria sopra tutte le cose che sono in terra; e che egli fosse signore in terra; altressì come Iddio è in cielo. E di lui fece Eva la sua parecchia(419), e non volle da loro se non l'ubidienza, siccome voi avete udito inanzi. E ella(420) si uscì fuori de' suoi comandamenti, e incontanente fu ispogliato de' vestimenti di grazia, e gittato fuori del paradiso.

(418) Sebbene tanto il C. L. che il C. R. 2. abbiano comparazioni e comperazioni, noi abbiamo creduto di correggere complessioni, stando al C. F. R. che dice: et si a IIII conplesions; parendoci che dalla lez. de' due codd. fiorentini non si potesse ritrarre nessun senso. — Il presente cap. manca al C. R. 1.(419) I due codd. fior. hanno parrocchia, errore manifesto, che noi abb. corr. in parecchia, nel significato di pari, simile, come in quel verso di Dante: „Salendo su per lo modo parecchio — A quel che scende„ (Purg. XV); e nel Ninfale del Bocc.: „Or che farà la tua madre cattiva, che non arà giammai un tuo parecchio?„ Il C. F. R. ha: sa pairille; e questo pure crediamo errore per pareille. In provenzale parelha vuol dire compagna, femmina, ed altri potrebbe forse supporre che il volgarizzatore toscano abbia voluto dare a parecchia questo significato, come già lo ebbe par nel basso latino e per nell'ant. francese, i quali si trovano usati per isposa, compagna.(420) elli C. R. 2.

Cap. XXIV.

Lo re domanda e disse: chi parla o 'l corpo o l'anima? Sidrac rispuose: