Cap. CCCCLXXV.
Lo re domanda di riflabina(1492). Sidrac risponde:
Riflabina è una pietra gialla, grande come fava, e si à una cotal vertù, ch'ella toglie la sete, e abatte lo giallore del corpo, a chi à giallo il volto e gli occhi. E quelli che bee l'acqua ove la pietra tocca, guarisce del male del fegato. Questa pietra chi la porta sopra sè, si gli conforta gli menbri, e dagli grande forza, conciosia cosa ch'egli sia vecchio uomo. Questa pietra si truova in uno fiume, che passa per la piccola India. Una gente v'à, che non ànno se non uno occhio nella fronte, che guardano queste pietre, che neuno le può pigliare. Si vengono una gente, che si chiamano Nulvei(1493), e combattono co' loro, e piglianne per forza.
(1492) tifabilina C. R. 2. — reflambine C. F. R. — Ma ci è ignoto che pietra possa esser questa.(1493) Nubiens C. F. R.
Cap. CCCCLXXVI.
Lo re domanda di cocrice(1494). Sidrac risponde:
Cocrice è pietra bianca con una tacca vermiglia. La pietra è grande come una fava o meno; e si à cotal vertù: che gli occhi che ànno la perla del bianco sopra la luce o di vaiuolo(1495), e sono toccati con questa pietra, quattro volte, lo male guarisce, e l'occhio sana per la vertù di Dio. E tutti gli uomini che beono di quell'acqua, ove questa pietra tocca, quello giorno non puote avere niuno pericolo di tosco. E quelli che la porta sopra lui, niuno malvagio vermine gli si osa apressare, nè dimorare in piazza(1496) ov'è. Questa pietra si truova in una ysola del mare d'India, tra due montagne, la ove è sì grandi dirupi, che niuno vi puote andare per nullo ingegno. E quando gli uomini vogliono avere di queste pietre, si uccidono di capre magre, e si l'ungono di mele, e fannone pezzi d'un palmo, e gittagli di qua e di là, per questi dirupi. E poi viene uno ucciello(1497), e, volando in suso, e' pigliano quella carne, e portalla sopra la cima di quella montagna per mangiarla; e le genti gli asaliscono da tutto le parti; allora lasciano la carne per la paura; la carne cade alla valle del dirupato(1498). E sapiate che le pietre s'appiccano alla carne. Gli ucciegli pigliano la carne, e portalla fuori del dirupo; e le genti in questa maniera truovano alcuna volta le pietre, che sono apiccate a questa carne(1499).
(1494) Cocrisee C. F. R. — Sarebbero forse le cochlides di Plinio?(1495) chi ont mal dou blanc sur la prunele ou vairole C. F. R.(1496) en place C. F. R.(1497) vengono li uccielli C. R. 2.(1498) cade giù per le ripe C. R. 2.(1499) Questo racconto sembra quasi copiato dal Polo.
Cap. CCCCLXXVII.
Lo re domanda di turchimanti(1500). Sidrac risponde: