Turchiman sono di tre colori: le fini ritragono a verdi, l'altre sono cielestiale, e sono migliori e buone agli occhi. Che chi la tocca, quella pietra, giammai non potrà essere confuso nè guasto; nè caldo nè freddo non gli fa male. Quello che la porta non potrà anegare in acqua, per le virtù che Idio l'à donate. Anche sono di molte pietre preziose al mondo, e di molte virtudi; ma le più preziose sono XXIIII, che ànno vertude in loro, fanno profitto alli corpi. Siccome lo giorno e la notte sono XXIIII ore, e così sono XXIIII pietre preziose.

L'erbe preziose sono di molte grande quantitade; e chi le volesse tutte contare, grande istudio gli converrebbe mettere(1501). Ma d'una parte ve ne diremo, e diviseremo la loro vertude e le loro maniere e le loro insegnie, che grande fatto sarebe di tutte contarle e di tutte divisare. Che tutte l'erbe che fanno bene a' corpi degli uomini apelliamo noi preziose; ma le più di queste sono più degne e più avantate(1502) che non sono l'altre; e sono piene di molte vertudi, grande e buone. E di queste ne diremo noi una partita.

(1500) turchemanti C. R. 2.(1501) faire C. F. R.(1502) Intenderei per vantate, ma potrebbe anche avere il significato dell' avantar prov., di che vedi apag. 77.

Cap. CCCCLXXVIII.

Lo re domanda: quelli ch'ànno perduto la vista?(1503) Sidrac risponde:

Una erba di tre palmi, o di meno, e di VI branche, e ritonda foglia, con fiori violetti, e seme ritondo, e radicie ritonda. Questa erba è buona per colui che à perduta la vista. Chi pigliasse lo sugo e mettessene negli occhi che non vede, da indi a XL giorni vedrebbe lume.

(1503) Nel C. F. R.: Herbe per la viste.

Cap. CCCCLXXVIIII.

Lo re domanda erba da stagnare sangue. Sidrac risponde:

Anche è un'erba con piccole foglie e ritonde, verde, con uno filo di violetta(1504); nel mezzo fiori gialli, e seme lungo. Questa erba è per lo sangue, chè niuna piaga è che segni di sangue(1505), e l'uomo mettesse su di questa erba masticata e pesta, che lo sangue non istagnasse. Chi beesse lo sugo delle sue branche, con un poco d'acqua, vincerebe gli rei colori e gli omori del corpo. Chi bevesse la radicie con un poco di vino, uomo che fosse ritruopico(1506), guarirebe di questo male.