(541) Il titolo del presente Cap. è errato nel C. L. — Abbiamo quindi posto il titolo come sta nel C. R. 1.(542) Tutti e tre i Codd. L., R. 1., R. 2. hanno conoscenza. Ma oltre il senso, ci fa avvisati dell'errore il testo francese che ha: conscience; ed il C. R. 1. che più sotto ha: coscientia. Onde noi abbiamo corretto secondo quest'ultima lezione.(543) permanevole C. R. 1.(544) mesurable C. F. R., che nell'ant. fr. ha il senso di saggio, ragionevole, moderato, come mesure di saggezza, ragione. Anche il C. R. 2. ha misurevoli.(545) Per cuore, secondo l'ant. significato di questa parola, sia in ital. che in franc. ed in prov.(546) conoscientia C. L. — Abb. corr. col C. R. 1.(547) mordables C. F. R. — Ma non trovo che il franc. ant. abbia questa parola, come non ha mordabili l'ital. — Nel C. R. 1.: mordaci.(548) desmesureement C. F. R. Nell'ant. fr. desmesure ha il significato di disordine, ingiustizia; e desmesurer, disordinare. Qui dunque è da intendere vanno molto disordinando, commettendo disordine. La Crusca ha dismisura, dismisuranza e dismisurare, di cui reca l'es.: Se uom dismisura, Conservando leanza, Non fa dismisuranza. Rim. ant. P. N.(549) ciascuno C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(550) Migliore e più conforme al testo francese è la lez. del C. R. 1.: et il veleno ched ène in loro coraggi si e' dimostrano in loro detti et in loro fatti.

Cap. LVIII.

Lo re domanda: sarà giammai rilevata la grandeza del diavolo altressì com'ella fu al mio tenpo? Sidrac risponde:

Li garzoni grideranno(551) Dio lo possente; e gli loro figliuoli, e gli altri che verranno dopo loro, torneranno alla ria credenza dinanzi, infino alla venuta di Giovanni. Elli faranno una città, nella quale avrà una torre di XL staggi(552) alta, nella quale regnerà lo più alto re del mondo del suo tenpo. Quelli farà una immagine, alla simiglianza del suo padre, e comanderà a tutte le genti che l'adorino come Idio.

(551) creiront C. F. R. — È evidente che il traduttore ha confuso creire (credere) con crier (gridare). Anche il C. R. 2. ha: gridano; ma dee correggersi crederanno.(552) estages C. F. R.

Cap. LIX.
(553)

Lo re domanda: perchè non fece Iddio all'uomo, quando la persona avesse mangiato una volta, ched elli se ne potesse istare una semana? Sidrac risponde:

La fame è una delle pene per lo peccato d'Adamo; che l'uomo fu così fatto, che, s'egli volesse, sarebe vivuto tutto tenpo sanza mangiare. Ma poi che fu caduto in peccato, non si potè rilevare a quello ch'egli avea perduto, se non per travaglio. E se cosa fosse che l'uomo non avesse fame nè sete nè freddo nè caldo nè altre cose necessarie, e non avesse bisogno, egli non avrebe cura di lavorare nè di travagliare così fattamente. E però gli diede il nostro Signore la fame e la sete e l'altre cose, però che, quando egli fosse costretto per questi bisogni, si ricoverasse ciò ch'egli avea perduto, che per pene e per travaglio gli conviene ricoverare.

(553) Il titolo del presente Cap. è tolto dal C. R. 1. Nel C. L. dice: Perchè non tolse Iddio all'uomo, quand'egli avesse mangiato una volta, ch'e' se ne potesse sofferire una settimana?

Cap. LX.