Lo salsume del mare si è inperciò che tuttavia(785) il sole e lo calore lo scalda e arde tutto giorno, e lo mare non può fuggire di quello calore(786). Nel mare è molte montagne insalate(787); e l'acque che sono a fondo, pigliano di quello salsume e amaritudine, e monta di sopra. Iddio l'à bene istabilito a ragione, come essere dee; che, se lo mare fosse dolce, e egli istesse tuttavia in un luogo, come egli fa, il puzo n'uscirebe sì grande, che niuno pescie vi potrebe vivere; e la terra infermerebbe molto, che niuno vi potrebe istare, per lo grande puzo che del mare uscirebe, perchè lo vento lo porterebe sopra la terra.
(785) tous iors C. F. R.(786) „E l'acqua del mare è salsa, a cagione della virtude del sole, che no trae il sottile per vapore e rimane lo grosso.„ Ristoro d'Arezzo, Della composizione del mondo, VI, 5.(787) montaignes de terre ameres et salces T. F. P.
Cap. CXXXIII.
Lo re domanda: onde vengono l'acque calde, che surgono(788) sopra terra? Sidrac risponde:
L'acqua calda che sopra la terra surge, ella passa sopra lo solfo, e lo grande calore del zolfo la scalda, e passa sopra terra calda. E chi la vuole bene aseccare, elli sentirebe lo secco del solfo in quella medesima acqua(789).
(788) sourt T. F. P. — Da sourdre, sortir, jaillir.(789) Il testo francese è chiarissimo: et chi la voudroit bien flairer, il sentiroit la flairor dou souffre, en colle meime aigue. — Il C. R. 2., invece di aseccare e secco, ha asetare e seto. Onde sieno usciti tali errori non sapremmo. Certo è che bisogna correggere: e chi la vuole bene odorare, elli sentirebbe l' odore ec.
Cap. CXXXIV.
Lo re domanda: che cosa è zolfo? Sidrac risponde:
Lo zolfo si è di folgore, che cade sopra rocca viva, e l'arde e la scalda; e così si doentano(790) zolfo. Poi la gente lo piglia, e lo faranno(791) per loro senno, e fanno di lui molte medicine; chè il zolfo àe molte medicine, e molte utilitadi in lui.
(790) diventa C. R. 2.(791) afaitent C. F. R.; erroneamente tradotto per faranno. — Nel C. R. 2.: conciano.