Lo re domanda: dello tenpo ch'è chiaro e sereno gli nuvoli onde vengono? Sidrac risponde:
Quando lo tenpo è così chiaro come voi vedete, gli nuvoli che sono, eglino iscorrono(885) dello spirare della terra. Là dov'ella getta grande caldo, ella getta fuori di lei a modo di brina; e lo chiarore del sole la bee, a modo di rugiada, e porta suso; e poi si ragunano, e diventano nuvoli bianchi; e l'aria l'ispande per molti luoghi, e gli consuma.
(885) issent. C. F. R.
Cap. CLXXX.
Lo re domanda: tutte le criature che sono fatte possono sapere la volontà della cogitazione di Dio? Sidrac risponde:
Nè niuno angelo nè niuno arcangelo nè niuna criatura che Iddio fece o farà, non potrà sapere la volontà nè la cogitazione di Dio, tanto quanto una candella di mare(886), se per Dio e per la sua volontade nolla sanno. La volontade e la cogitazione di Dio è sì grandissima, come tutto il cielo e la terra. E quando egli vuole che alcuna cosa sia fatta, punto non vi tarda, nè niuno più vi può calognare(887). E quelli che ànno saputo e sapranno la volontà di Dio, si fia per la sua medesima volontà, che loro lo manda a sapere per lo suo sancto angiolo; nè nulla creatura che Idio abia facta non può sapere la volontà di Dio nè la sua cogitazione, se per lui non lo sa(888); se non come una formica potrebe sapere lo profondo del mare.
(886) une goute de la mer. C. F. R.(887) chalonger C. F. R. Chalonge, chalenge, ant. franc. vuol dire calunnia e insieme disputa, rifiuto; come chalonger, disputare, rifiutare, calunniare. E così in prov. calonja significa rifiuto e disputa. — In lingua vallona calengi vuol dire mettre en contravention, à l'amende; adresser un défi, un cartel. — Abbiasi a mente, per ispiegar ciò, i varii significati che ebbe calumnia nel basso latino ( Du-Cange Gloss. ). — In ital. calognare non vuol dir altro che calunniare, secondo ciò che registra la Crusca. Ma qui è chiaro che deve intendersi per porre ostacolo, proibire, impedire, disputare.(888) Abb. corr. col C. R. 2. — Nel C. L. mancano molte parole.
Cap. CLXXXI.
Lo re domanda: dee l'uomo tutto giorno adorare? Sidrac risponde:
Sì bene, se fare lo può; ma sì fare nollo puote, perchè lo corpo vuole lo suo riposo. Che se egli non si riposasse, vivere nè andare non potrebe. E però dee l'uomo Idio adorare una parte del giorno e la notte, a certe ore; e travagliarsi per la vita del corpo; e un'altra riposare per dare forza e podere al corpo, perchè possa travagliare per sè e per la sua anima. E quando egli viene ad adorare Iddio, e' lo dee fare di buon cuore e di buona intenzione; e tenersi queto e di buona aria in uno luogo; e dire umilemente e perfettamente quello che vuole; e avere lo cuore e la volontade a Dio e alla sua gloria. E per niuna cosa non dee lasciare ch'egli non conpia la sua orazione. E quelli che lo fa, adora Iddio giustamente e perfettamente e intendevolemente; chi altrimenti, egli non adora siccome egli dee.