In questo secolo non v'à nullo largo uomo; e nullo è che donare possa; che tutto ciò che l'uomo dà in questo secolo e nell'altro è di Dio lo creatore, e da lui vengono. Che niuno uomo in questo mondo non potrebe tanto avere, che nulla potesse portare nell'altro. Ma quelli che in questo secolo danno, si è della grazia di Dio, le quale egli dona per aministrare a' poveri in questo secolo. Assai potete voi sapere che Idio è largo; e ch'elli dona il dono(891) in questo secolo a quelli che vegnono ignudi, e non portano nulle co loro. E Idio dice: donate del mio medesimo, a quegli che non ànno, e io vi darò nell'altro secolo a cento doppi.

(891) chi done les dons. C. F. R.

Cap. CLXXXV.

Lo re domanda: in via o in camino più onorare o 'l povero o 'l ricco(892)? Sidrac risponde:

Se lo povero è in cammino con migliore di lui, egli dee sofferire che quello migliore di lui vada innanzi, e egli apresso; e simigliantemente al sedere dee sofferire che lo migliore segga più alto e egli poi più basso. Lo povero non dee mica sedere più alto che lo ricco, perchè un altro migliore di lui verrà, e dirà: lieva suso, e lasciami sedere, chè questo non è già luogo per te. Ma s'egli avenisse che il povero fosse collo ricco in una battaglia, là si dee lo povero, se egli puote, più avanzare, e mettere inanzi al ricco, e conbattere, e se difendere vigorosamente e forzevolemente.

(892) Le roi demande: se doit l'om poure en chemin ou en place metre soi devant le riche? C. F. R. — E concorda col T. F. P.

Cap. CLXXXVI.

Lo re domanda: è peccato di mangiare tutte cose? Sidrac risponde:

Iddio per la sua misericordia creò tutte le cose all'uomo, e ch'e' fosse altressì signore in terra, come egli è signore in cielo, d'uccidere, di manicare e di comandare e di travagliare tutte l'altre criature al suo servigio. E per questo grande dono e signoria e possanza che Idio ci à donata sopra tutte l'altre cose, noi abiamo podere d'uccidere e di manicare e di comandare quello che noi vogliamo. E ciò che noi mangiamo di buono cuore, egli ci è buono e diritto, se fosse serpente o scarpione o altra ria bestia del mondo, o uccello o paone, è questo buono mangiare. E se non ci piacesse, e nollo mangiassimo di buona volontà, sapiate che quello buono mangiare, non è buono nè diritto nè leale; chè ciò che l'uomo mangia di buono cuore e di buona volontade, egli è buono e diritto e leale; e ciò che l'uomo mangia sopra cuore(893) e di mala volontade, egli no gli è buono nè diritto nè leale.

(893) sor cuer. C. F. R. — Sor ebbe il significato di contre.