Lo re domanda: fanno onore nell'altro secolo a' ricchi e disinore a' poveri(912)? Sidrac risponde:

In verità vi dico che nell'altro secolo fanno onore vie magiore a' richi che a' poveri; e magiore onta avrà il povero. E ciò sarà al tenpo del figliuolo di Dio. Ch'e' ricchi se n'andranno nell'altro secolo, e gli angeli di Dio verranno incontro a loro con gioia e allegrezza, e faranno loro grande onore, e gli assetteranno nelle sedie tra loro, e diranno: questo onore e gloria che noi vi facciamo è per la riccheza che voi aveste nell'altro secolo. E gli cattivi poveri, quando gli angeli gli vedranno, si fugiranno da loro, per la loro povertà; e non sofferranno ch'egli stieno tra loro, per la loro puzza. E allora i diavoli gli piglieranno, e faranno loro grande onta e villania, e gli metteranno nella loro conpagnia, nel fuoco dello 'nferno. Ora potete vedere che fa la richezza, e che fa la povertà. E nullo uomo del mondo non si può disdire(913), che non possa prendere la riccheza e lasciare la povertà, s'egli vuole. E se lascia la riccheza, egli perde l'onore che gli angeli faranno, e prende la povertà; e quella onta riceverà, e quelle pene, cogli diavoli in inferno; e farà come istolto. E nullo uomo può biasimare di suo male, se non egli medesimo, che nel secolo puote avere quella ricchezza, e lasciare quella povertà. Non credete che queste riccheze sieno podere d'avere(914): la riccheza si è l'anima, che è ricca in questo secolo di bene fare, che lascia lo male e fa lo bene. Chi fa lo male, questi è povero e pieno di dolore e di bruttura. Quelli che bene fa, averà bene nell'altro secolo e gioia e letizia; perch'egli à schifato lo male e fatto lo bene. Quelli che male farà in questo secolo, avrà male nell'altro, e avrà grande dolore e grande trestizia, quando(915) egli fece lo male e lasciò lo bene; e quella trestizia nè dolore non gli varrà nulla, anzi gli adopierà senza fine.

(912) Nel C. R. 2.: Lo re domanda se nell'altro mondo si fa onore al ricco e al povero no, come in questo mondo.(913) Intenderei: e non si può negare che ogni uomo del mondo non possa, s'egli vuole, prendere la ricchezza e lasciare la povertà.(914) E non crediate che questa ricchezza sia podere d'avere ricchezza. C. R. 2.(915) perchè. C. R. 2. — chant. C. F. R. — Di quant per perchè ved. un es. reg. dal Burguy, Gramm., II., 323.

Cap. CLXXXXVIII.

Lo re domanda: porterà nell'altro secolo lo padre lo carico del figliuolo? Sidrac risponde:

Non già nimica, lo padre non porterà lo carico del figliuolo, nè 'l figliuolo quello del padre. E non voglio che voi crediate che al mondo sia una giusta anima(916) che non le convenga passare per uno fiume di fuoco, inanzi ch'ella sia in paradiso, per lo peccato che Adamo fece inverso Iddio. Ma l'altre, ciascuna porterà suo carico, come ella avrà fatto lo suo peccato, a lei; e siccome le bestie che si scorticano, che ciascuna pende per li suoi piedi(917). Ma se lo padre vede lo figliuolo fare male, e gastigare lo puote, e nol gastiga, sappiate che lo padre pecca con esso lui, quando egli nol distorna di quello male. Niuno peccato di niuno uomo può venire altrui; ma l'uno può peccare per l'altro; e simigliantemente può venire da figliuolo a padre, egli può gastigare e non lo gastiga. E dunque viene(918) da una persona a un'altra, se egli la vede peccare e nolla gastiga, e gastigare la puote.

(916) una sì giusta anima. C. R. 2.(917) Ausi com la beste che l'om a escorche, che cascune pent par son pie. C. F. R.(918) E anco adiviene. C. R. 2.

Cap. CLXXXXIX.

Lo re domanda: quelli che uccidono la gente pigliano elli loro peccato della vita sopra loro(919)? Sidrac risponde:

Non mica; in quella forma che noi abbiamo disopra detto, che lo peccato dell'uomo non potrebe venire sopra l'altro. La signioria, che à lo podere da Dio, ello giustizierà. E lo più piccolo peccato che l'ucciso abia adosso, non verrà sopra colui che l'avrà ucciso; anzi potrà avenire che per la pena della morte, che riceverà dalla signoria, umilemente, che alcuni de' suoi peccati gli saranno perdonati. Dunque quelli che uccidono non pigliano niuno peccato delli uccisi. Anzi crescie lo peccato d'un omicidio o di due o di tanti come n'avrà fatti(920). E ciascuno sarà dannato de' suoi peccati medesimi nell'altro secolo.