(919) Lo re domanda se quelli che uccidono li omini rimangono loro adosso i peccati dei morti. C. R. 2.(920) mais ses pechez croyssent du meustre ou delict qu'il aura faiet. T. F. P.

Cap. CC.

Lo re domanda: quale è magiore dolore che l'uomo vede o quello che l'uomo ode? Sidrac risponde:

Quelli che vegiono colli loro occhi si è cosa conpiuta, e vegono lo dolore e la pena in presente, che non la possono ischifare e si è corporale(921). Quelli deono avere molto grande dolore al cuore e agli occhi, quelli che veggiono. Ma quelli che odono e non veggiono, si ànno molta grande isperanza e conforto, se la cosa non abia stata(922); e pensano che così puot'essere, di no come di sì. Gli occhi non piangono, perch'egli non ànno veduto quello dolore, e pensano che quella cosa non sia istata. Lo cuore è segnior(923) a tutti menbri, e li menbri sono servidori al cuore. E se lo cuore crede che la cosa sia istata, egli à dolore, ma non già siccome vedesse cogli occhi. E perciò è magior dolore a quelli che veggiono, che a quelli che odono: chè quelli che vegono, è corporale, e quelli che odono e non vegono, ispirituale.

(921) et si est chose corporelle. T. F. R.(922) che la cose non sia stata. C. R. 2. — Non ci fermiamo sull' abia invece di sia, perchè veramente lo crediamo errore dell'amanuense.(923) segnor. C. R. 2. — È copiata alla lettera la forma dell'ant. fr.

Cap. CCI.

Lo re domanda: à in questo secolo gente che mangino altre genti? Sidrac risponde:

Si, à assai gente in questo secolo che mangiano altre genti ontosamente. Quelli che tolgono l'altrui a torto, quelli mangiano le carni dell'altra gente, perchè gli tolgono lo bene ch'egli ànno procacciato per lo loro travaglio, e del sudore delle loro carni, di che loro conviene vivere, e passare loro tenpo in questo secolo. E un'altra maniera è di mangiare la gente; che tutti quelli che dicono male d'altrui, e biasimano e acagionano falsamente(924), e quelli fanno altressì loro grande male, come se eglino mangiassono la loro carne. Quelli uccidono la gente colle loro male parole; e sarebe meglio che mangiassero le loro carni medesime.

(924) e gli fanno via all'altra gente. C. L. — Abb. adottata la lez. del C. R. 2. — Nel C. F. R.: et les font blachmer as autres. — Blachmer, blahmer, blamer.

Cap. CCII.