Chi fa uno sacramento falso del suo Idio, quand'elli sia buono o rio, per x cose falsare, e e' si conosce in sè medesimo che egli à fatto falsamente, sapiate che egli è spergiuro x volte. E se altro consente a quelle saramenta false, e egli gli pare buono e bello, sapiate che egli è altressì bene spergiuro, come quelli che fa lo falso saramento.

Cap. CCXXIIII.

Lo re domanda: quelli che insegniano lo bene in questo secolo ànn'egli più guidarnone che gli altri? Sidrac risponde:

Quelli che insegnano lo bene in questo secolo alla gente, avranno doppia la grazia di Dio, quelli che lealmente la manteranno. Chè due maniere sono quelle che insegnano lo bene alla gente in questo secolo. L'una sono simigliante al sole(986), che tutto il mondo allumina, e non viene giamai meno, e tuttavia è in sua gloria. Questi sono i buoni, che tutto giorno insegnano il bene alla gente in questo secolo, e lo bene fanno. Questi sono quelli che la grazia di Dio avranno nell'altro secolo. Gli altri che il bene insegnano, e lo male fanno, certo diritto è e ragione ch'egli male abiano a quattro doppj, non a due, come a quelli che porta alcuna cosa e può dare buona parte a ciascuno e pigliare buona parte altressì per lui(987); bene è diritto e ragione che lo male sia suo, poi che egli lo piglia per la sua buona volontà, più che se altri li avesse donato.

(986) alla gloria C. R. 2.(987) Così ha pure il C. R. 2. — Ma è chiaro che manca qualche cosa. Nel C. F. R.: et laisse la bone et prent la mauvaise. — Il T. F. P. è di diversa lez., ed ha solamente: telz gens sont ressemblans a la chandelle, que les aultres enlumine et soy mesmes degaste.

Cap. CCXXV.

Lo re domanda: di che viene lo magiore odio del mondo? Sidrac risponde:

Di fatto di legge e di fatto di signoria e di femina. Chè l'uomo tiene la legge e la fede, buona e giusta, conciosia cosa che ella sia malvagia; e un altro la spregia; sapiate che molto gli è a noia fortemente, e molto odia colui che lo suo Idio dispregia. Egli disidera tutto giorno tutto male e tutto odio, come quelli che dispregia la cosa ch'egli più ama e più tiene cara. L'altra maniera si è di fatto di signoria e di possessione, che l'uomo li toglie e vuole torre. Quelli l'odia fortemente, e li disidera tutto male. La terza maniera si è di fatto di femina, o d'alcuna cosa ch'egli ama. Altro uomo la vuole torre e spregiare(988) da lui; elli n'è molto geloso e molto odia quelli che ciò gli vuole fare. E di molte altre maniere muovono gli odii e le male voglienze.

(988) fortraire. C. F. R., che qui ha il significato di sedurre.

Cap. CCXXVI.