«Uscito dalla prigione, passai nella Svizzera, di dove partii poco dopo per la California, arruolato come operaio da una società di miniere. Portai con me mille vitigni che avevo fatto venire dalle rive del Rodano; mi avevano detto che non c'era uva nel paese a cui eravamo diretti e io desideravo di ombreggiare di pampini la mia capanna di minatore: cacciato dal suolo nativo, non volevo allontanarmi senza portarne un ricordo. I pochi vitigni che riuscii a salvare malgrado tre mesi di viaggio, hanno formato la mia fortuna e arricchito questo paese.

«Ecco quale fu il mio passato nel vecchio mondo: permettetemi ora di dirvi in due parole ciò che devo all'America del Nord.

«Vi giuro che quando lasciai la Francia io non capivo assolutamente nulla, nè dei movimenti politici che avevo veduto compiersi sotto i miei occhi, nè delle condanne che avevano colpito mio padre e i poveri contadini delle rive del Rodano. Non sapevo nè leggere, nè scrivere, ignoravo le cose più semplici della vita, e vedendo il mondo diviso in ricchi e poveri, mi figuravo ingenuamente che il buon Dio avesse creato gli uni per non far nulla e gli altri per servirli.

«Ero insomma una cosa, una macchina da lavoro: l'America ha fatto di me un uomo, ed ecco come.

«Sulla collina di Meffilld non c'erano tre case e già un pastore presbiteriano vi fondava una piccola cappella e una scuola; per dieci anni, malgrado le occupazioni dei campi, io fui uno dei più assidui ai corsi serali, ogni giorno più desideroso di istruirmi man mano che l'orizzonte si apriva davanti a' miei occhi.

«Il mio esempio fu seguito: tutte le colline favorevoli a questa coltivazione si coprirono a poco a poco di viti, la contrada si popolò di villaggi e nel 1857 uscì da' miei vigneti la prima botte di vino, che in gran pompa e coperta di fiori fu condotta a San Francisco.

«Per quel primo saggio ricevetti un premio di cinque mila dollari (venticinque mila lire): nel vecchio mondo si crede d'aver fatto tutto quando si sono date cinquecento lire in un concorso agricolo.

«Meffilld ingrossava rapidamente: bisognò organizzare il comune, innalzare pubblici edilizi, costruire strade e fontane. Ogni domenica prendemmo l'abitudine di riunirci in meeting per discutere i nostri interessi. In sedici anni sono stato eletto tre volte sindaco da' miei concittadini, i quali recentemente mi hanno mandato, quasi a unanimità di voti, alla legislatura dello Stato.

«Maritatomi con la figlia di un allevatore di bestiame che ha ventimila montoni e mille buoi nel suo ranch, ebbi sei figli.

«In conclusione, coll'istruzione e col lavoro io mi sono qui innalzato e arricchito e mi sento felice in questa terra di libertà che mi ha accolto a braccia aperte. Credete che io debba qualche cosa alla Francia? Non vi pare che la mia patria sia là dove si seppe fare di me un uomo? Nel vecchio mondo io sono un vagabondo, un recidivo: nel nuovo rappresento il mio distretto alla legislatura. Ah! io morrò certamente a Meffilld.»