Si va da New-York a Boston in una notte, coi vapori della Fall River Line, che sono capolavori di eleganza e di arte navale. A bordo di essi si è precisamente come in uno splendido albergo galleggiante, nel quale si può mangiare e bere quello che si vuole, dormire in bellissime stanze, radersi la barba, leggere e scrivere in sontuosi saloni illuminati con la luce elettrica, e ascoltare della musica. Oltre il comfort di un hôtel di lusso, tali vapori offrono il vantaggio di far respirare la salubre aria marina e di presentare ad ogni passo i pittoreschi paesaggi delle rive che costeggiano.

Noi viaggiavamo a bordo del Pilgrim, il gioiello della Fall River Line, un bastimento che pare una reggia e che costò cinque milioni di lire. Chi lo vede per la prima volta, percorrendo le vaste sale, le scale signorili ed esaminando la ricchezza dei tappeti, la bellezza dei lampadari e dei mobili, stenta a credere di trovarsi in mare.

Il Pilgrim ha cabine da una e due persone, provvedute perfino del bagno, per milleduecento viaggiatori; le sue macchine sono della forza di 5500 cavalli, e corre con una velocità di venti miglia inglesi all'ora, senza il minimo rullìo.

Dopo aver cenato nel restaurant, quella sera andammo a sederci a poppa, sul ponte, a guardare i lumi delle case tremolanti lungo le rive, ad ascoltare i fischi dei vapori che incontravamo.

—Con tanto passaggio di vapori in questi paraggi—dissi a
Giorgio—devono essere facili le collisioni, quando c'è la nebbia.

—Ne accadono sovente, pur troppo—rispose—ma se i viaggiatori conservassero, durante il pericolo, maggior sangue freddo, non se ne annegherebbero tanti. Vedete, qui, oltre le cinture di salvataggio, con le quali, dovendo saltar in acqua, potremmo rimaner a galla diverse ore, e oltre i battelli, abbiamo i materassi dei letti, i quali sono imbottiti di tal roba che, lanciati in mare, galleggiano sempre e sono capaci di sostenere il peso di quattro o cinque persone. Ma negli scontri, invece, il panico fa perdere la testa e i viaggiatori si affogano a centinaia.

Il Pilgrim filava leggiero e silenzioso; Giorgio era sceso nel salone più vicino, dal quale non eravamo separati che da una scaletta, per leggere i giornali della sera. Mary, rimasta a sedere vicino a me, contemplava l'oscurità circostante e le stelle.

—Sapete—mi disse a un tratto—che per le mie lezioni di francese ho continuato a tradurre l'articolo del signor Jacolliot sul suo giro in California? È un lavoro che m'interessa molto, perchè nei panni del vecchio magistrato francese mi pare di veder voi, arrivato negli Stati Uniti con tanti pregiudizi europei. Volete sentire ciò che il sindaco di Meffilld fece vedere al suo compatriota dopo avergli raccontata la propria storia?

—Sì, sì, con gran piacere.

—Il sindaco di Meffilld, dunque, cominciò col condurre il signor Jacolliot al Common Hall (casa comunale, municipio) e lo pregò di assistere ad una seduta, nella quale il Board of the work (comitato dei lavori) doveva cercare con quali mezzi poteva dare, soddisfazione al Board of the health (comitato della salute), il quale aveva dichiarato che le acque di Meffilld erano di cattiva qualità e che bisognava procurarsene di più pure. Fu una cosa molto spiccia: in pochi minuti, senza discorsi, senza frasi, il Comitato risolvette di servirsi delle acque riconosciute ottime di un piccolo lago distante qualche chilometro e di costruire all'uopo un acquedotto. Siccome del Comitato facevano parte dei mercanti di pietre e di calce, dei capimastri muratori e un ingegnere, il conto della spesa fu presto fatto. E fu deciso di pagarla in parte con sottoscrizioni volontarie e in parte con una somma inscritta nel bilancio pei lavori comunali. Per dar subito mano all'opera, poi, in un Comizio che ebbe luogo il giorno appresso, gli abitanti del Comune s'impegnarono di incaricarsi a loro spese per tre mesi della manutenzione delle strade, ognuno per la parte che fiancheggia la sua proprietà. Così si potevano adoperare per l'acqua i fondi iscritti per le strade.