—E che c'entra l'unità politica coll'amministrazione dei comuni? Il sindaco di Meffilld osservava giustamente che l'accentramento esagerato del potere è il dissolvente più rapido di ogni spirito patriottico. Voler regolare con le stesse leggi perfino nei più piccoli bisogni dei comuni, trenta o quaranta milioni di cittadini, è una cosa insensata. Alla minima ruota che si rompe, tutto il sistema va a catafascio. Infatti ogni quindici o vent'anni si fa in Francia una rivoluzione che termina invariabilmente con fucilazioni e deportazioni, e i cadaveri delle vittime non sono ancora raffreddati che quegli uomini politici non trovano nulla di meglio da fare che di rabberciare la vecchia macchina sotto l'intelligente protezione di trecentomila baionette. Nessuno pensa a costruire una macchina nuova nella quale l'equilibrio delle forze sia meglio distribuito.

—Voi parlate, cara Mary, come un vecchio filosofo. Ma circa alla perfezione del sistema politico americano, io ho da esporvi un'idea che risponde anche alla lezione che mi avete fatta quel giorno che andammo a pescare insieme.

—Sentiamo, sentiamo.

Ma l'ora s'era fatta tarda, e i camerieri, camminando senza rumore sopra i tappeti, spegnevano le lampade elettriche dei corridoi.

Lasciammo andare i discorsi e scambiandoci un cordiale good night entrammo nelle nostre rispettive cabine.

* * *

La mattina seguente sbarcavamo a Boston. Era una domenica di settembre e, secondo le sue vecchie tradizioni, la capitale del Massachussets, in omaggio al riposo festivo, sembrava un cimitero; la solitudine poi appariva ancora maggiore del solito correndo una stagione in cui le migliori famiglie sono in campagna.

L'Esposizione internazionale che si doveva inaugurare il giorno seguente era stata organizzata modestamente, non con le proporzioni grandiose di quella precedente di Filadelfia e della successiva di Chicago, per solennizzare il primo centenario del trattato di pace firmato a Parigi da D. Hurtley per Sua Maestà Britannica, e da Beniamino Franklin, John Adams e John Jay per gli Stati Uniti.

Muniti delle carte di reporters che ci davano accesso ai locali della mostra prima dell'apertura, dopo aver fatto colazione al Yung's Hôtel, ci recammo al Charitable Mechanic's Association Building, vasto edificio tutto imbandierato. Le esposizioni delle nazioni europee non erano ancora pronte: nella sezione italiana si vedevano i soliti mosaici di Venezia e una cinquantina di quadri.

Trovammo all'ordine invece la esposizione indigena, nella quale ci divertimmo a esaminare la sezione dei cow-boys, dei celebri guardiani d'armenti dell'ovest, tutta piena dei loro originali costumi alla messicana, di grandi selle e di lacci.