Il cow-boy non somiglia affatto ai pastori dei nostri paesi, che conducono la vita più pacifica del mondo. Per fare il cow-boy nelle immense pianure del Texas, del Kansas, dell'Arkansas e negli altri Stati dell'Unione ricchi di pascoli, non basta esser buon cavaliere e saper guidare i branchi di buoi e di vacche nei terreni più favorevoli, provveduti di acqua e di erba buona: bisogna essere giovani robusti e arditi, capaci di tener testa ai ladri o agli indiani e di sostenere talvolta dei veri combattimenti a colpi di carabina e di revolver.
Il vestito del cow-boy consiste in un paio di stivaloni dai larghi speroni, in una camicia di lana, in pantaloni e giacca di velluto o di pelle adorni di frangie lungo le cuciture, e di un cappello di feltro dalle larghissime falde alla messicana.
D'estate il cow-boy fa a meno anche della giacca. Egli è molto semplice nel vestire, ma sfoggia un vero lusso nelle armi. Alla cintura, accanto alla cartucciera, tiene sempre uno e anche due revolvers delle migliori fabbriche e ad armacollo una carabina di gran valore. Esercitandosi fin da ragazzi e quotidianamente, i cow-boys diventano tiratori d'una abilità e d'una precisione meravigliose. I loro divertimenti abituali nelle praterie consistono tutti in gare alla corsa o al tiro.
Gettano sull'erba dei fazzoletti e poi lanciandosi a corsa sfrenata li raccolgono curvandosi da un lato senza rallentare minimamente l'andamento del cavallo. Gettano in aria delle uova correndo e le colpiscono col fucile prima che ricadano. Il colpo cosidetto di Guglielmo Tell, di levare un piccolo oggetto dalla testa di uno con una revolverata, è per loro un vero giuocattolo. Solamente questa grande famigliarità con le armi fa sì che essi mettano mano al revolver a ogni piccolo diverbio.
Un'altra loro abilità è quella di adoperare il laccio, una lunga striscia di pelle che tengono sempre attaccata alla sella, per fermare i buoi che si sbrancano.
La vita avventurosa di questi guardiani, i romanzi pubblicati negli Stati Uniti sul loro coraggio, sulle loro lotte con gli indiani, sui loro duelli, fanno sì che una quantità di giovani spostati, di mattoidi, vanno nell'ovest a fare i cow-boys. E così avviene che fermandosi in qualcheduna di quelle stazioni della ferrovia del Pacifico, dove si caricano lunghi treni di buoi, il viaggiatore trova con sorpresa, fra i guardiani che accompagnano gli armenti, dei giovani cow-boys che hanno veramente maniere da gentiluomo, parlano correntemente due lingue e sembrano cacciatori, touristes, anzichè butteri. Un giorno ne fu veduto uno che leggeva un numero della Vie Parisienne di cui era abbonato; egli faceva ogni settimana non so quante miglia a cavallo per andarsi a prendere la posta nella più prossima stazione.
Accanto al cow-boy romantico c'è naturalmente quello brutale, maleducato, vero brigante delle praterie, che qualche volta lascia il suo mestiere per fare il ladro da strada, per organizzare grossi furti di bestiame o per mettersi a barare nelle case da giuoco, nelle piccole città di legno che s'improvvisano nel far-west.
Dopo aver lavorato qualche mese nelle praterie, lontani da città e da villaggi, i cow-boys si procurano qualche giorno di permesso e vanno a divertirsi nella capitale dello Stato in cui si trovano, capitale che spesso non conta più di quaranta o cinquanta mila abitanti, ma che ha in abbondanza teatri, birrerie, caffè-concerti, case da giuoco, ecc.
Allora essi somigliano ai marinai che toccano il porto dopo una lunga traversata: sono avidi di donne, di liquori, di spettacoli d'ogni genere, impazienti di spendere il denaro di cui hanno piene le tasche. Dopo essersi comperato qualche oggetto di vestiario, una sella, armi, munizioni, entrano nei bar-rooms e si abbandonano all'orgia. Di notte si vedono con la bocca piena di tabacco, andar in visibilio davanti ai cancans primitivi di orribili cantanti intonacate di belletto, contendersi a manate di dollari nelle birrerie i favori di certe chellerine che sono il rifiuto delle grandi città, o farsi pelare nelle case da giuoco fino all'ultimo pezzo da five cents.
Quand'è rimasto senza un soldo, il cow-boy inforca il cavallo, torna a' suoi armenti e alle sue tende sognando il giorno in cui potrà di nuovo ubbriacarsi in braccio di una Jennie quarantenne o di una Minnie che gli darà da intendere di aver cantato a Parigi.