—Non c'è ma che tenga. Jackson Davis, un nostro noto pubblicista, ricordava a questo proposito al signor Jacolliot l'esempio di ciò che è successo in Francia dopo i disastri del 1870, nella Francia che manca sempre di uomini politici e che è governata da politicanti volgari, da ambiziosi senza carattere e senza principi. Caduto l'impero e proclamata la repubblica, si aspettava qui ansiosamente di sentir annunziato dal telegrafo il vigoroso proclama d'un governo provvisorio qualunque, che chiamasse la Francia intiera prima alle urne e poi alle armi. E immensa fu la sorpresa negli Stati Uniti quando si sentì che i capi della Sinistra avevano formato un governo che non sottoponevano neppure all'accettazione della Francia. Essi si impadronirono di quel potere che nessuno ha il diritto di esercitare senza una delegazione diretta, regolare, espressa della nazione.

—Il nemico aveva invaso il paese, e tutti avevano perduto la testa: erano momenti eccezionali.

—Jackson Davis dice appunto che sarebbe uscito qualche cosa di grande da un'assemblea di sette od ottocento membri, nominati davanti al nemico, e che avrebbe tenuto le sue sedute tutta fremente, al chiarore degli incendi di Bazeilles e Châteadun. La Francia aveva bisogno di uomini energici e in quell'assemblea se ne sarebbero rivelati. E poi sarebbe stato il paese che avrebbe decretato, agito, combattuto, e non già una dozzina di individualità senza mandato. Jackson Davis crede che Gambetta, col suo ardente patriottismo e colla sua energia, avrebbe salvato la Francia senza il tradimento di Bazaine; ma crede altresì che Bazaine avrebbe esitato a tradire, se la Francia fosse stata governata da una assemblea uscita dal suffragio popolare.

—È probabile.

—Non dimenticatelo! esclamava Davis: tutte le avventure che capiteranno ancora alla Francia e ai paesi che le somigliano saranno dovute ai politicastri, che spingono il popolo nella via delle rivoluzioni senza averlo preparato alla pratica della libertà e senza conoscere essi stessi, come hanno dimostrato, le istituzioni che formano la grandezza e la forza dei paesi liberi. I vecchi paesi d'Europa non hanno che un mezzo per rialzarsi: fare la crociata dell'istruzione, fondare delle scuole, combattere senza posa l'ignoranza, allevare una generazione di cittadini, nella quale non vi sia uno solo che non conosca la storia politica, sociale, industriale e scientifica dell'umanità. Poi devono predicare l'indipendenza intiera, completa, dei comuni, fare dei costumi repubblicani, e allora avranno fondato per sempre la libertà.

—Siamo d'accordo: solamente….

—Solamente bisogna ricordarsi che la libertà si acquista e non si conquista, che un progresso è sempre il corollario di un altro progresso realizzato e che coi colpi di mano e con le rivoluzioni non si arriva che al dispotismo. Al principio stesso della rivoluzione del 1789 tutti i grandi uomini di Stato americani, Hamilton, Morris, Jefferson, Madison, John Adams non credettero ad un successo definitivo perchè era cominciata col disordine e coll'anarchia. Il giorno 8 ottobre 1789, quando Luigi XVI possedeva ancora una parvenza di autorità, Washington rivolgeva queste parole profetiche al rappresentante degli Stati Uniti in Francia: «Desidero di ingannarmi, ma se ho ben compreso il carattere della nazione francese, io temo che vi sarà molto spargimento di sangue e un dispotismo più rude di quello che essa si lusinga di aver distrutto.»

—Washington sapeva che fu più difficile sbarazzare gli Stati Uniti dal disordine e dai politicanti ambiziosi, che dalle truppe inglesi.

—Non fu già cacciando gli inglesi e versando il proprio sangue per l'indipendenza dell'America, che Washington e i suoi amici hanno reso i maggiori servigi al loro paese: fu dandogli una costituzione. E non era una cosa facile il mettere d'accordo, dopo la vittoria, non solo i vari Stati unitisi per sottrarsi all'autorità dell'Inghilterra, ma anche gli uomini che con la penna o con la spada si erano distinti durante quella guerra. A sentire certi politicanti europei, nell'America del Nord il terreno era pronto, qui non c'erano nè un passato monarchico, nè partiti, nè divisioni, nè odii, e la Repubblica si fondò senza sforzi, come un semplice risultato della situazione.

—Se non avevano degli uomini come Washington e compagni, stavano freschi anche qui!