— Ah! signor Cornelio, parlate, parlate! esclamò la giovine inondata di lacrime.

— Datemi la vostra bella mano, e promettetemi di non ridere, mia fanciulla.

— Ridere! esclamò Rosa con dispiacenza, ridere in questo momento? Ma non mi avete dunque guardato, signor Cornelio?

— Io vi ho guardato, o Rosa, e con gli occhi del corpo e con gli occhi dell’anima. Giammai mi si è offerta dinanzi donna più bella e anima più pura; e se fin d’ora non vi guardo più, perdonatemi, perchè pronto a lasciare la vita, amo meglio di non aver nulla a rimpiangervi.

Rosa trasalì. Mentre il prigioniero proferiva queste parole, battevano le undici alla torre del Buitenhof. Cornelio la comprese.

— Sì, sì, spicciamoci, diss’egli; avete ragione, o Rosa.

Allora cavando dal petto, dove aveala nascosta dappoichè non aveva più paura di essere frugato, la carta che involtava i tre talli:

— Anima mia bella, soggiunse, ho molto amato i fiori in tempi, in cui io ignorava che si può amare qualche altra cosa. Oh! non arrossite, non vi volgete altrove, o Rosa, non sono per farvi una dichiarazione di amore. Ciò, povera giovine, non avrebbe scopo; che avvi laggiù sul Buitenhof un certo ordigno che tra sessanta minuti farà ragione della mia temerità. Amo dunque i fiori, o Rosa, e avevo trovato, lo credo almeno, il segreto del gran tulipano nero, che si crede impossibile e che è, lo sappiate o non lo sappiate, l’oggetto di un premio di centomila fiorini proposto dalla società orticola di Harlem. Questi centomila fiorini — e Dio sa che io non mi lagno per essi — questi centomila fiorini io li ho in questa carta; che sono guadagnati con i tre talli che racchiude e che voi potete prendere, o Rosa, chè io ve li dono.

— Signor Cornelio...

— Oh! li potete prendere, o Rosa, non fate torto a nessuno. Io sono solo al mondo; mio padre e mia madre sono morti; non ho mai avuto nè fratelli nè sorelle; non ho mai pensato ad amare persona di cuore, e se qualcuna ha pensato ad amarmi, io non l’ho mai saputo. D’altronde vedete bene, o Rosa, che sono abbandonato, dappoichè voi sola a quest’ora siete nella mia segreta mia consolatrice e mia incoraggiatrice.