— Perdonate a mio padre, diss’ella.
— A vostro padre? ammirò Cornelio.
— Sì, gli è stato così duro per voi! ma gli è così per natura, gli è così con tutti, e non siete solamente voi che ha così brutalmente trattato.
— È punito, cara Rosa, più che punito pel caso accadutogli, e gli perdono.
— Grazie! disse Rosa. E adesso, ditemi, poss’io invece qualcosa per voi?
— Potete asciugare i vostri begli occhi, cara fanciulla, rispose Cornelio col suo dolce sorriso.
— Ma per voi... per voi...
— Chi non ha da vivere che un’ora, è un gran sibarita, se gli ha bisogno di qualche cosa, mia cara Rosa.
— Il ministro che vi era stato offerto?...
— Ho adorato Dio per tutta la mia vita, o Rosa. Io l’ho adorato nelle sue opere, benedetto nella sua volontà. Dio non può aver nulla contro di me, io non chiederovvi dunque un ministro. L’ultimo pensiero che mi occupa, o Rosa, è tutto volto a glorificare Iddio. Aiutatemi, mia cara, ve ne prego, nel compimento di quest’ultimo pensiero.