Egli visitava tre volte il giorno la stanza di Van Baerle, credendo sorprenderlo in fatto; ma Cornelio aveva renunziato alle corrispondenze dacchè aveva presso la sua corrispondente. È parimente probabile che Cornelio se avesse ottenuto la sua intiera libertà e pieno permesso di ritirarsi ovunque gli fosse piaciuto, avrebbe preferito a ogni altro domicilio il domicilio della prigione con Rosa e con i suoi talli.
E di fatti ogni sera alle nove Rosa aveva promesso di venire a discorrere col caro prigioniero, e fin dalla prima sera, lo abbiamo visto, Rosa aveva mantenuta la parola.
L’indomani ella salì come la sera innanzi col medesimo mistero e con le medesime precauzioni. Solamente aveva fatto proposito di non accostar troppo la faccia alla graticola. D’altronde per entrare ad un tratto in discorso, che potesse sul serio occupare Van Baerle, ella cominciò da porgerli a traverso alla graticola i di lui tre talli sempre rinvoltati nel medesimo foglio.
Ma a gran meraviglia di Rosa, Van Baerle respinse la di lei bianca mano con la punta delle sue dita. Il giovine aveva riflettuto:
— Ascoltatemi, disse; rischieremmo troppo, io credo, se mettessimo tutta la nostra fortuna nel medesimo sacco. Pensate che si tratta, mia cara Rosa, di compire una impresa che si riguarda fino al giorno d’oggi come impossibile. Si tratta di far fiorire il gran tulipano nero. Prendiamo dunque tutte le nostre precauzioni, affine se non si riesce di non avere nulla a rimproverarci. Ecco qual è il calcolo che ho fatto per giungere alla meta.
Rosa prestava tutta la sua attenzione a ciò che anderebbegli a dire il prigioniero, e ciò più per l’importanza che vi attaccava l’infelice tulipaniere, che per l’importanza che ella per sè vi annettesse.
— Ecco, continuò Cornelio, come io ho calcolato la nostra comune cooperazione in questo grande affare.
— Vi ascolto.
— Avrete in questa fortezza un piccolo giardino, o in mancanza una corte qualunque, o in mancanza pure di questa una terrazza?
— Abbiamo un bellissimo giardino, disse Rosa: si stende lungo il Wahal, ed è pieno di belle piante annose.