— E una volta piantato, mi terrete in corrente di tutte le circostanze che possano interessare il nostro allievo, come cangiamenti atmosferici, orme nelle viottole, orme nelle caselle. Ascolterete la notte se il nostro giardino fosse mai frequentato da gatti; chè due di questi tristi animali mi hanno in Dordrecht rovinato due caselle.

— Ascolterò.

— I giorni di lunazione.... Avete veduta sul giardino, mia cara ragazza?

— Vi dà sopra la mia finestra di camera.

— Buono! I giorni di lunazione guarderete se dai buchi del muro escono dei topi, che sono rosicatori terribili; ed ho veduto alcuni tulipani sfortunati rimproverare bene acremente il patriarca Noè per aver messo una coppia di topi nella sua arca.

— Guarderò, se vi sono gatti, topi...

— Bene, e avvisarmene. In seguito, continuò Van Baerle divenuto sospettoso dacchè egli era in prigione: in seguito avvi un animale più terribile ancora del gatto e del topo!

— E qual’è?

— È l’uomo! Voi capite, cara Rosa, che si ruba un fiorino, e si risica la galera per una simile miseria; a più forte ragione si può rubare un tallo di tulipano, che vale centomila fiorini.

— Nessuno fuorchè io entrerà nel giardino.