Poi dieci minuti dopo la vide riescire e chiudere l’uscio con due mandate.

Perchè chiudeva la porta con tanta cura? Perchè dentro a quella porta chiudeva il tulipano nero.

Boxtel che vedeva tutto dal sottoscala del piano superiore alla camera di Rosa, scese uno scalino dal suo piano, mentre Rosa scendevane uno dal suo; di maniera che quando Rosa fu all’ultimo scalino della sua scala scesa con piè leggiero, Boxtel con mano anco più leggiera toccava la serratura della camera di Rosa.

E in quella mano, ci s’intende bene, era la contracchiave che apriva la porta di Rosa, nè più nè meno facilmente della vera.

Ecco perchè abbiamo detto al principio del capitolo, che i poveri giovani avevano bisogno di essere guardati dalla protezione diretta del Signore.

VIII Come il Tulipano nero muti padrone.

Cornelio era sempre là come Rosa avealo lasciato, cercando quasi inutilmente in sè la forza di sostenere il doppio carico della felicità.

Era passata una mezz’ora. Già i primi raggi mattutini entravano cilestri e freschi attraverso le sbarre della finestra nella prigione di Cornelio, quando trasalì a un tratto al sentire montare la scala, e gridare persona che avvicinavasi a lui.

Nel tempo medesimo il suo viso trovossi in faccia del viso pallido e stralunato di Rosa.

Egli pure impallidendo per lo spavento si fece indietro.